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Leopolda «di lotta» e anti fake newsRenzi vuole subito il biotestamento

Un cambio di pelle con un doppio senso politico: i ministri quasi tutti «esterni». L’operazione «squadra di governo» dei Cinque Stelle è partita a fari spenti. Il varo è previsto per gennaio o più probabilmente febbraio del prossimo anno e Luigi Di Maio, il candidato premier, è impegnato nel frattempo in prima linea per le Regionali in Sicilia. Eppure tra i Cinque Stelle l’interesse è forte e lo stesso Di Maio si sta muovendo sottotraccia già in queste settimane per prendere contatti e tessere la sua tela. Dal palco di Italia 5 Stelle a Rimini aveva annunciato: «Per noi non esistono figure tecniche o politiche, esistono figure capaci». Una espressione probabilmente prelude a una svolta. Il leader del Movimento sarebbe tentato da un’idea appunto, ossia quella presentare un potenziale «esecutivo Di Maio» composto in larga parte — secondo alcuni rumors almeno tre quarti — da figure esterne ai Cinque Stelle: personalità di alto profilo, con una storia professionale alle spalle in grado di eludere qualsiasi tipo di contestazione sia dentro al Movimento sia da parte degli avversari politici. L’modello è Nino Di Matteo, indicato già da tempo come potenziale ministro dell’Interno pentastellato e che a luglio ha dichiarato di «non escludere» un futuro in politica.