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Il piano di Di Maio col deficit al 2,5% M5S su Tria: ci dà solo un miliardo?

«Non ho pasteggiato a caviale e champagne». A un certo punto della telefonata Mattia Fantinati, originario di Nogara, una laurea in ingegneria gestionale con una specializzazione in Supply Chain Management alla Bocconi, ma soprattutto una legislatura appena conclusa con i Cinquestelle, si altera. È stato proprio lui il primo fra i M5S a intervenire al Meeting di Rimini, ha sempre avuto un ruolo di primo piano e forse anche per questo è arrabbiato e alza il tono della voce. Non ci sta il deputato a passare per uno che ha trascorso la legislatura da un ristorante all’altro. Dal sito «tirendiconto.it» risulta però che ha speso in vitto, ovvero in pranzi e cene, 46.391 euro.


«Non lo so».


«Non ho mai verificato».


«Guardi, la voce vitto è una voce tecnica. All’intimo della quale sono state inserite altre spese. Le ripeto, non ho pasteggiato a caviale e champagne. Ho solo inserito all’intimo del vitto altre cose».


«Ho utilizzato parte di quel budget per alcune consulenze con professionisti. Alcune spese le ho messe lì per comodità e leggerezza».


«A un certo punto ci hanno detto di specificare ogni cosa. Infatti, si può notare che negli ultimi due anni sono più preciso e regolare».


«Dice sul serio o sta scherzando? Se vuole può chiedere ai commessi della Camera che mi hanno visto o alla buvette o alla mensa dei dipendenti. Eppoi con i vostri potenti mezzi potete controllare dove mangiavo, a che ora la facevo e quanto spendevo».


«Per carità, perché insiste? Posso capire che sia molto più interessante sapere dove mangi. Ma sono davvero questi i problemi degli italiani? Io vorrei parlare di lavoro, immigrazione, di programmi».


«Basta, sono soldi privati. Perché non ponete la stessa domanda a qualsiasi altro parlamentare di qualsiasi altro gruppo? A giudicarmi saranno gli attivisti dei cittadini che dovranno trarre le loro conclusioni».