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Dopo sei anni, salta. Italia 5 Stelle, almeno per quest’anno, non si farà. La soluzione non è ancora ufficiale ma circola a diversi livelli tra i Cinque Stelle e viene informalmente confermata anche dai big pentastellati. La kermesse del Movimento - manifestazione identitaria paragonabile alla Pontida leghista o alla Festa democratica del Pd - quest’anno non ci sarà. Per Italia 5 Stelle è il primo stop assoluto a partire dalla sua ideazione e realizzazione. L’evento - a partire dal rilancio del M5S nel 2014 dopo la sconfitta alle Europee - c’è sempre stato e ha scandito tappe importanti della storia pentastellata. Nel 2015 a Imola ci fu l’ultimo discorso pubblico di Gianroberto Casaleggio (che aveva pensato e voluto il raduno), a Palermo nel 2016 venne celebrata la vittoria alle Comunali di Roma di Virginia Raggi, nel 2017 a Rimini ci fu l’elezione a capo politico di Luigi Di Maio. Nel 2018 si tornò a Roma, al Circo Massimo, prima festa di piazza per il M5s di governo. L’anno scorso l’ultimo atto a Napoli, con Beppe Grillo prima in versione Joker poi pronto a ribadire la necessità di un cambiamento e di una alleanza con il Pd.

. Ma a sentire i pentastellati non c’è nessun motivo «politico», ma solo questioni tecnico amministrative. Anzitutto, c’è un problema di sovrapposizione con gli Stati generali (che dovrebbero tenersi a ottobre-novembre), poi c’è un nodo legato al coronavirus. «Colpa di Covid: mantenere tutte le norme rende difficile trovare un posto adeguato e fa lievitare i costi». Intanto, un’altra pagina di storia M5S per ora si chiude.