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Il deputato M5S: «Dopo la baraonda in Aula mi ha chiamato la mamma. Medici e infermieri lombardi sono eroi. Non si capisce perché se la Lega attacca il governo non è critica all’Italia, mentre se io critico la giunta Fontana è un attacco al popolo»


«Ma no, io poi parlo con tutti, sono vicecapogruppo». Riccardo Ricciardi è il deputato dei 5 Stelle che ha scagliato il suo j’ accuse contro la Lega, dopo l’informativa del presidente Giuseppe Conte.


«No, l’ obiettivo, sembrerà banale e enfatico, è quello di dire la verità ai cittadini». Un po’ enfatico, sì. Le hanno dato dell’«estremista da centri sociali». «Mai frequentati. Anche volendo, a Massa non c’ è mica il Leoncavallo».


«No, mai votato prima dei 5 Stelle. Solo ai referendum».


«Sì? In effetti ho fatto anche l’ attore».


«Conte fa benissimo ad aprire, abbiamo tutti uno spirito di collaborazione. Ma i leghisti avevano appena finito di definirlo dittatore e di invocare la resistenza antifascista. Che dialogo è?».


«Io però non ho mai nascosto le mie critiche ai provvedimenti della Lega».


«E m’ inorgoglisce essere stato in un governo che ha portato a casa la legge contro la corruzione e il ricavo di cittadinanza».


«No. Nessuno. Ne ho discusso con i miei, naturalmente, ma il testo è mio».


«Ma figuriamoci, medici e infermieri lombardi sono eroi. Ho solo criticato la gestione della Regione Lombardia. Mi chiedo perché, se la Lega attacca il governo non è una critica all’ Italia, mentre se io critico la giunta regionale è un attacco ai lombardi». Dal Pd non hanno apprezzato. Speranza ha dato ragione a Giorgetti. «Lei dice? Non so, non mi fido dei retroscena».


«Lo ringrazio di aver espresso stima, che è reciproca. Ci sta che lo consideri un passo falso. Ognuno fa le sue valutazioni».


«Perché Fontana ha fatto due errori gravi: la lettera all’ Rsa dell’ 8 marzo e l’ inservibile ospedale in Fiera».


«Non mi pare ne abbia fatti, sulla gestione sanitaria. Vedremo più avanti, sia per le Regioni sia per il governo».


«Perché è l’ unica che ha fatto errori marchiani. Ci serve dirlo, per cambiare rotta. Vogliamo costruire un nuovo modello di sanità e dobbiamo capire gli errori del sistema ospedalocentrico e delle troppe concessioni ai privati. Le mie critiche non erano nello spirito della gogna. E dico tranquillamente che Zaia ha fatto meglio».


«Credo proprio di sì, ne abbiamo bisogno. E Conte è un grande presidente».