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Il leader dell’ala dura Cinque stelle attacca gli alleati di governo sulla possibile intesa con Berlusconi: «Immorale averci a che fare: dem in silenzio dinanzi al malaffare»

«Moltissimi esponenti del Pd non si limitano al loro, proverbiale ed ipocrita, silenzio di fronte a conclamati episodi di malaffare come quelli che travolgono, ciclicamente, Forza Italia. No, cercano in ogni modo di redimere il berlusconismo». Alessandro Di Battista, leader dell’ala dura del M5S, attacca frontalmente gli alleati di governo dem riguardo possibili patti con gli azzurri per rafforzare l’azione di governo: «Il capogruppo dem alla Camera Delrio si augura collaborazione con Forza Italia per “un’unità nazionale sostanziale” — aggiunge Dibba —. Gualtieri addirittura fa un appello a FI chiedendone i voti in Parlamento. Tendono la mano a FI, parlano di ascoltare le idee dell’opposizione». Ma di quali idee stiamo parlando?, si chiede ancora l’ex deputato ora in corsa per tentare di conquistare il timone (o almeno parte di esso) del Movimento «Del Lodo Alfano? Del legittimo impedimento? Delle leggi ad-personam?Di Ruby nipote di Mubarak? ».

«Stare lontano dall’immoralità è un dovere morale, perché l’immoralità è come il letame. Si tratta con la pala. Non con il cucchiaino d’argento». Di Battista ricorda poi il attuale terremoto tra i forzisti: «Domenico Tallini, politico di Forza Italia, presidente del Consiglio regionale della Calabria, è stato arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. E fino a qui, nemmeno possiamo scandalizzarci più di tanto. È la solita Forza Italia. Insomma, nulla di nuovo sul fronte immorale. Nemmeno mi sorprende il fatto che Tallini fosse stato inserito, prima delle ultime elezioni calabresi, nella lista degli impresentabili dalla Commissione antimafia presieduta da Nicola Morra. Uno che si può aspettare da loro, che candidino un nuovo Calamandrei?».

«Qui ci sono da dire cose molto più importanti. La prima è che, anche grazie a politici del genere e a partiti come Forza Italia - che al posto di cacciarli se li tengono stretti perché portano voti anche se, contestualmente, portano disonestà e povertà nelle loro terre - la `ndrangheta è diventata potentissima. Forse più di Cosa Nostra negli anni ‘90. Quella stessa Cosa Nostra favorita da Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia, e finanziata, per anni, proprio da Berlusconi. Io questa roba qui l’ho detta ovunque».