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I grandi contestatori di Davide Casaleggio, ma anche big che non ti aspetti. Sono 27 i parlamentari Cinque Stelle che ieri hanno ricevuto una lettera, una sorta di sollecito e che ora rischiano sanzioni, 10 senatori e 17 deputati. Tra loro spicca Paola Taverna, vicepresidente del Senato, volto storico del M5S in prima linea da mesi per il sì al terzo mandato degli eletti pentastellati. Tutti i ritardatari delle restituzioni ora hanno pochi giorni per saldare, altrimenti scatteranno i provvedimenti decisi dai probiviri, diversi a seconda dei casi. Preoccupa la condizione per il drappello dei senatori, con i numeri della maggioranza in bilico a Palazzo Madama.

che sono in ritardo con i versamenti da inizio 2020. C’è chi come la senatrice Marinella Pacifico è ferma a maggio dell’anno scorso. Il deputato Paolo Romano risulta invece fermo ad agosto. Tra i destinatari della sollecitazione ci sono anche Emanuele Dessì e Giorgio Trizzino, molto critici con Casaleggio. Molti anche i parlamentari al secondo mandato come Arianna Spessotto, Michela Montevecchi, Giulia Grillo, Daniele Del Grosso figurano tra i ritardatari. L’invio delle lettere ha scatenato la reazione veemente dei governisti. Girano voci di un Luigi Di Maio a dir poco infuriato dalla mossa dei probiviri e dalla lettera di Casaleggio agli iscritti. Alcuni governisti protestano: «Ma come si permettono a cinque giorni dal voto?». Ma c’è chi nel Movimento ricorda che la scadenza dei termini era stata fissata inizialmente per luglio e protratta finora proprio per evitare azioni che indebolissero l’esecutivo: «Ogni volta c’era una scusa buona per rimandare».