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Anche espellere ha un prezzo. Un conto salato, specie per un Movimento che negli anni sì è spesso affidato alle donazioni degli attivisti per autofinanziarsi. La maxi espulsione parlamentare varata da Vito Crimi avrà una recidiva non indifferente sulle casse dei Cinque Stelle: circa due milioni di euro l’anno per ogni anno di legislatura. Crimi, infatti, ha cacciato da Camera e Senato 31 parlamentari o - se si considerano anche gli astenuti a Montecitorio - 35 in tutto. Ogni parlamentare ha diritto a 60mila euro annui per la comunicazione, cifra che confluiva nel coordinamento del Movimento. Con l’esodo imposto da Crimi i Cinque Stelle perdono 900mila euro al Senato e da 960mila a 1 milione e 200mila alla Camera.

sulle spese per ricerche, studi, personale: una cifra importante persa che sta già agitando la comunicazione pentastellata. Ma a fare i conti da inizio legislatura la voragine si allarga enormemente. Tra addii ed espulsioni il Movimento con le ultime fuoriuscite ha perso oltre 80 parlamentari per una cifra che sfiora i 5,5 milioni di euro di budget in meno all’anno.