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Crisi alle porte: per le riunioni della maggioranza l’ex premier vuole la diretta un tempo cara ai grillini. Il confronto con Grillo nel 2014: «Beppe esci da questo blog

Sono passati quasi 7 anni precisi dal confronto in diretta streaming tra l’allora premier incaricato Matteo Renzi (con a fianco Graziano Delrio) e il fondatore del M5S Beppe Grillo (con Luigi Di Maio). Era il 19 febbraio del 2014, per la precisione, e nel pieno della campagna «per la trasparenza h24 di politica e istituzioni», il Movimento chiese e ottenne che l’convegno nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo fosse evidente a tutti. Ne venne fuori uno show del comico diventato leader politico che attaccò Renzi dicendogli di essere un «rappresentante dei poteri forti e delle banche». Ci fu solo qualche pausa. E durante una di queste Renzi ribattè urlando: «Beppe, esci da questo blog!».

I grillini, nel frattempo, compartecipe il boom di consensi incassato alle elezioni politiche del 2018 sono passati dalla fase della protesta al potere di governo, e con questa transizione sono contestualmente sparite tutte le dirette streaming. Si è pure ribaltato il piano delle alleanze: prima il Movimento ha formato un governo con la Lega e poi con gli (ex) acerrimi nemici del Pd e con Italia viva di Matteo Renzi.

. L’affondo dell’ex premier, oggi leader di Iv, arriva al termine di una serata di durissimo braccio di ferro nella maggioranza, impegnata nella revisione del Recovery plan, a cui è appeso il futuro del Conte II.

le voci più diverse per mettere nero su bianco come verranno impiegati i miliardi dell’Europa per la ripartenza post Covid. Il capitolo infrastrutture è chiaramente quello più appetibile. Tra queste, da Palazzo Chigi, filtra che Italia viva avrebbe chiesto il Ponte sullo Stretto. Indiscrezione che però Renzi smentisce in tv con forza: «Il Ponte di Messina? Lo vorrei da una vita, ma nel Recovery non ci può rientrare per un problema di tempi, non sarebbe pronto entro il 2026». E poi, via social: «Le veline di Palazzo dicono che Italia Viva “tiene in ostaggio il Recovery plan”. Santa pazienza! Ribadiamolo: il Recovery plan non ci è stato ancora consegnato, non c’è. Lo abbiamo chiesto in Aula il 22 luglio 2020, dice che forse lo inviano domani». E così dopo anni, a parti invertite Renzi ha pensato di rispolverare il tanto (fu) vituperato streaming, in nome della trasparenza.