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Banche venete, Finocchiaro annuncia voto di fiducia, parte coro M5s: «Ladri, ladri»

Il governo pone la fiducia sul decreto banche in Aula a Montecitorio. I deputati pentastellati hanno srotolato nell’emiciclo uno striscione con la scritta «ladri di risparmi»

Nessuna nuova modifica. Nonostante i tentativi di andare convegno ai risparmiatori delle due banche venete e di imporre una stretta sulle responsabilità dei manager, il decreto che costruisce la cornice per l’intervento di Banca Intesa e del governo per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza si appresta ad essere votato con la fiducia dalla Camera sostanzialmente invariato rispetto a quello varato dal Consiglio dei ministri il 25 giugno. Una scelta tacciata come «fascista» da Beppe Grillo che sul suo blog attacca il governo che dà «altri 17 miliardi di euro pubblici e salvare il culo dei banchieri mentre 10 milioni di italiani sono a azzardo povertà e 250.000 emigrano ogni anno. Ma questo non è fascismo, è solidarietà». Il pressing in Parlamento è stato forte anche da parte del Pd, sia nella sua componente di maggioranza sia da parte dell’area che fa capo a Michele Emiliano, ma alla fine il ministro Anna Finocchiaro ha posto la fiducia sul testo licenziato dalla commissione, che aveva però esaminato pochissimi emendamenti. Unico cambiamento approvato in commissione l’inserimento nel testo dell’altro decreto per le venete, quello che congela per 6 mesi il rimborso di bond garantiti emessi da banche che abbiano chiesto la ricapitalizzazione preventiva. L’obiettivo dell’esecutivo è quello di «convertire il decreto», dice il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, spiegando che la scelta di non correggere il testo è dovuta agli «evidenti tentativi» in particolare dei grillini, di non fare approvare il testo, «dopo una settimana di ostruzionismo in commissione».