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Vicenda Snam, interrogazione della sen. Di Girolamo (M5S) al Ministro dell’Ambiente

Sulmona, 15 marzo- Un’interrogazione al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare  per conoscere “se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché vengano approntate tutte le misure di monitoraggio della qualità dell’aria necessarie a tutelare la salute dei cittadini della Valle Peligna; se e quali iniziative intenda adottare, anche in relazione alle gravi incongruenze sussistenti tra le prescrizioni V.I.A e le azioni disposte dalla Conferenza dei servizi, per verificare la correttezza dei procedimenti amministrativi alla luce degli aspetti tecnico-scientifici“ è stata presentata dalla senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo (M5S) in questi giorni.

Di Girolamo  dopo aver ricordato che  “in data 25 febbraio 2019 si è tenuta a Bazzano (Aq) la riunione istruttoria conclusiva della Conferenza di servizi per lo studio della qualità dell’aria in relazione alla realizzazione della centrale di compressione gas che la Snam intende realizzare a Sulmona (Aq). In virtù delle decisioni assunte e del protocollo approvato lo studio dovrebbe avere la durata di un anno prima della costruzione della centrale e di due anni dopo l’entrata in funzione della stessa; alla Conferenza hanno preso parte i dirigenti dell’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) Abruzzo, della ASL di Sulmona e della Snam.

Ad essa ha partecipato anche una rappresentanza dei Comitati cittadini e dei Medici per l’ambiente; i rappresentanti dei Comitati cittadini e dei Medici per l’ambiente hanno fatto presente che, contravvenendo alle prescrizioni V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) che dispongono l’installazione di una “rete di monitoraggio” di centraline per l’osservazione costante della qualità dell’aria, le centraline previste dalla Snam sarebbero solo due, collocate inoltre in luoghi del tutto inidonei allo scopo prefissato perché i siti delle centraline devono essere scelti tenendo conto delle aree di maggiore concentrazione delle sostanze inquinanti, cosa non avvenuta nel caso di specie, inoltre la scarsa copertura del monitoraggio della qualità dell’aria ha provocato le proteste dei cittadini degli altri comuni della Valle Peligna, i quali saranno costretti a respirare le sostanze inquinanti che saranno emesse dalla centrale Snam, senza sapere in che misura esse incideranno sulla loro salute; lo studio del clima è un problema complesso, tanto che per definire i caratteri microclimatici di un luogo, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale richiede un periodo di osservazione di almeno trent’anni.

considerato che, a parere dell’interrogante: per poter determinare i punti di massima concentrazione degli inquinanti, dove si devono effettivamente collocare le centraline di misurazione della qualità dell’aria, è necessario confrontare i dati che scaturiscono dal modello matematico previsionale con i dati effettivamente rappresentativi dell’area oggetto di studio, diversamente i risultati prodotti non sarebbero affidabili; occorre, quindi, installare almeno una stazione meteo che misuri le componenti del clima della Valle Peligna, in primo luogo le caratteristiche anemologiche, ovvero la velocità e direzione dei venti. La durata di acquisizione dei dati da parte della stazione meteo dovrebbe essere tale da produrre almeno un anno meteorologico “tipo”. Solo dopo sarà possibile specificare i punti in cui installare le centraline. Invece, si consente alla Snam di collocare subito le due centraline per la misurazione della qualità dell’aria, in siti non predeterminati in base ad inoppugnabili criteri scientifici, e di affiancare ad esse una stazione meteo che dovrebbe funzionare in contemporanea con le stesse centraline”. Da qui l’iniziativa dell’interrogante che ha chiesto alla sua interrogazione una risposta scritta. (h.17,30)