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Polvere di stelle, Casaleggio vuole il ‘grano’ dei parlamentari del M5S

ROMA – «Il problema di Casaleggio figlio – dice un ‘grillino’ di alto rango- è che di politica non capisce un fico secco, tutte le volte che l’ho incontrato e parlato mi sono accorto che non ci arriva proprio». Ecco, Casaleggio junior non ci arriva ma punta come un disperato a tenere sotto scacco i parlamentari del M5S, che sono tanti e ognuno deve sganciare alla sua piattaforma Rousseau un obolo mensile di 300 euro. Poteva andar bene quando erano tutti di primo pelo, felici e baldanzosi, sicuri di rivoltare l’Italia. Anzi, di aprire tutte le stanze del potere come una scatoletta di tonno. Dicevano. Gli anni passano, le situazioni cambiano e… neppure uno vuol tornare al suo paesello dopo aver vissuto alla grande.

Nel M5S il povero capo politico reggente, Vito Crimi, cerca in tutti modi di tener buone le cento anime del Movimento, ma quelle scappano in ogni dove, e si moltiplicano pure. Oggi, ad modello, al momento del voto sull’importante decreto semplificazioni c’è stata l’amara sorpresa: Il taglio dei parlamentari? A Montecitorio è già realtà: non votano in 261. Un segnale di vero allarme, significa che ognuno sta cercando, nel proprio piccolo, di salvarsi. Che cosa accadrà quando si dovrà discutere e votare sui fondi dell’Europa, magari sul Mes, o Dio non voglia su altre situazioni di emergenza? Eppure tutti aspettano.

Aspettano il risultato delle regionali del 20 e 21 settembre, il giorno dopo si capirà non solo se e quanto durerà il Governo, ma fatte le debite proporzioni, anche il peso reale delle forze politiche oggi. Dato importante, perché da lì si partirà per confezionare l’abituccio della nuova legge elettorale, che non dovrà essere troppo largo nè troppo attillato, sposarsi col verde e col giallo, col rosso-rosa e pure col blu. A.A.A. Cercasi sarto all’altezza del compito.

Per quanto riguarda il tam tam, quello che sotto traccia circola, è che dalla prossima settimana il centrosinistra a guida Pd metterà in campo ‘l’arma fine di mondo’, urlando ai quattro venti che se vincerà Salvini non solo salterà il governo ma pure i 209 miliardi di euro che, prima o poi, ci sborserà l’Europa. A meno che non ci arrivi un Rutte dall’Olanda. Eh sì, perché il primo ministro è in campagna elettorale, ed è in difficoltà con il centrodestra che lo attacca perché ha detto sì ai soldi per l’Italia. E per salvarsi oggi se n’è uscito chiedendo di buttare fuori dall’Europa la Polonia e l’Ungheria perché violano i diritti di libertà. Così si blocca tutto e… Tanti saluti ai soldi che ci devono salvare. Questa è la condizione, questi gli uomini in campo. Avendo sempre chiaro l’avvertimento del mio amico Stanislaw Jerzy Lec: “L’uomo… persona non grata”.