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Dogato-Portomaggiore, M5S: “Flop clamoroso”

Interrogazione dei consiglieri regionali Raffaella Sensoli e Andrea Bertani: "Ora la Regione valuti idee per l'utilizzo della linea"

“Prima di decretare la morte della Dogato-Portomaggiore e sostituirla con una pista ciclabile, la Regione dovrebbe capire a fondo quali sono state le cause che hanno provocato un flop così clamoroso. Per quest’opera si sono spesi 15 milioni di euro in ben 17 anni, liquidare il tutto mascherando questo fallimento con l’opportunità di far nascere un tragitto ciclabile ci sembra piuttosto riduttivo”.

È questa la richiesta contenuta in una interrogazione presentata da Raffaella Sensoli e Andrea Bertani, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle che riguarda la linea ferroviaria Dogato/Portomaggiore. “Dopo appena pochi mesi di sperimentazione, oggi il servizio ferroviario è sospeso e a quanto ci sembra di capire la Regione ha in mente di sostituire dei binari nuovi di zecca con una altrettanto nuova pista ciclabile – spiegano Sensoli e Bertani – quello che vorremmo capire è se questa soluzione sia stata presa tenendo conto di tutti i fattori che hanno contribuito a decretare il flop del traffico ferroviario della linea, prima tra tutti le pessime condizioni della Ferrara-Codigoro e l’assenza di un orario con coincidenze senza lunghe attese, con tempi di percorrenza di 2 ore 40 minuti da Codigoro a Bologna. Liquidare in questo modo un’opera che è costata 15 milioni di euro ci sembra piuttosto riduttivo”. Per questo nella loro interrogazione i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono alla Giunta di prendere una posizione chiara sull’opera.

“Mascherare il disastro fatto sulla Dogato-Portomaggiore utilizzando i nuovi fondi per la ciclabilità non è ammissibile, tanto più che quelle risorse dovrebbero servire per migliorare la sicurezza dei percorsi casa-lavoro –  concludono Sensoli e Bertani – per questo prima di celebrare qualsiasi funerale la Regione prenda in considerazione tutte le ipotesi possibili, prima tra tutte quella di utilizzare la linea anche per il trasporto merci. E in questo costosissimo disastro il Pd tace, compreso il suo attuale segretario regionale, Paolo Calvano, ora consigliere regionale, che dieci anni fa da Sindaco di Ostellato approvava i documenti che parlavano di un’opera quasi ultimata e di un successo che sarebbe dipeso dall’esercizio, ossia da quali collegamenti si sarebbero effettuati e con quali frequenze. Sbagliando clamorosamente sui tempi perché l’opera è stata ultimata solo dieci anni dopo. E’ vero invece che se non ci sono corse o le poche che ci sono hanno pessime coincidenze o  non si lavora sul traffico merci la linea risulta poco utile. Ed è purtroppo quello che è successo”.