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Elezioni: Galletti (M5S Toscana): 'Gioco, più poteri restrittivi ai governatori'

Seconda parte dello speciale di GiocoNews dedicato alle elezioni regionali 2020, con un focus sulla Toscana e sulle sfide più attese per l'appuntamento del 20 e 21 settembre.

in programma il 20 e 21 settembre in sette regioni italiane - Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Valle d'Aosta - pubblicato integralmente sulla rivista cartacea di settembre (

Fra i quasi 50 candidati alla presidenza delle Regioni a parlare espressamente di gioco è Irene Galletti del Movimento cinque stelle, candidata in Toscana contro Eugenio Giani presidente del consiglio regionale uscente per una coalizione di centrosinistra sostenuto da sei liste, Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, Tommaso Fattori (Toscana a sinistra), Roberto Salvini (Patto per La Toscana - Roberto Salvini presidente), Marco Barzanti (Pci) e Salvatore Catello (Pc).

"Io voglio una Toscana capace di garantire servizi pubblici di qualità ad aziende e cittadini. Per farlo serve un piano di investimenti sulla banda larga, da portare in ogni angolo della Toscana, sulle infrastrutture, a cominciare dai collegamenti tra centro e periferia, e sulla sanità per rimettere finalmente al cento l’individuo e non l’ospedale. Queste sono le tre condizioni indispensabili per cominciare a creare una Toscana sostenibile", esordisce la pentastellata.

In tema di gioco legale, Galletti ha le idee chiare. "L’azzardo, che non è un gioco, è un disturbo che pesa per 110 miliardi sulle tasche degli italiani ogni anno. Una piaga sociale che in Toscana colpisce 30mila giocatori patologici che negli ultimi 6 anni sono aumentati di 6 volte. Firenze è il capoluogo italiano dove vengono spesi più soldi, 1.600 euro a testa, il 6 percento in più della media nazionale, compartecipe anche l'altissima presenza di slot machine, mentre a Prato la spesa pro capite annua arriva a 3707 euro, neonati inclusi.

Sono numeri che impongono azioni di contrasto forti. La limitazione della pubblicità diretta e indiretta deve essere il primo intervento (e già molto è stato fatto con il divieto inserito nel decreto Dignità nel 2018, Ndr), ma allo stesso tempo, riteniamo che debba essere posta una grande attenzione alla percezione dei rischi.

Per prima cosa bisogna smettere di chiamarlo 'gioco' d’azzardo. La attuale legislazione regionale ha cercato, pur con qualche resistenza, di andare in quella direzione, coinvolgendo anche gli operatori commerciali del settore e gli stessi operatori dei SerD e del terzo settore".

A livello nazionale, invece, l'aspirante governatrice si aspetta dal Governo "un quadro normativo che consenta ai governatori delle Regioni maggiormente esposte all’azzardopatia, di prendere provvedimenti restrittivi contro le nuove aperture. Mi aspetto un ampliamento della definizione di 'luoghi sensibili' sufficiente a rendere efficaci i provvedimenti dei sindaci. Altrimenti ci prendiamo in giro e i Comuni si trovano costretti a contenziosi amministrativi le cui uniche vittime sono i cittadini più fragili. Cominciamo a chiamare le cose con il loro nome. Altro che gioco legale”.

del nostro speciale, il menu delle Regionali prevede diversi altri scontri di rilievo.

di interruzione quotidiana del gioco, supporta i Comuni nel contrasto al fenomeno, e prevede un distanziometro differenziato a seconda della grandezza delle città,  e deroghe per le attività già esistenti all'entrata in vigore della normativa.

Qui Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano sul secondo mandato del presidente uscente Luca Zaia. A sfidarlo Arturo Lorenzoni, ex sindaco di Padova ed espressione di una lista civica, con il sostegno di Pd, liste Volt e + Europa, Enrico Cappelletti (M5S), Daniela Sbrollini (Italia Viva, Psi, civica per il Veneto e Pri), Paolo Benvegnù (Solidarietà Ambiente Lavoro), Patrizia Bartelle (Veneto Ecologia e Solidarietà), Antonio Guadagnini (Partito dei Veneti), Simonetta Rubinato (Veneto per l'autonomia) e Paolo Girotto (Movimento 3V Libertà di Scelta).

in virtù della normativa regionale dovrebbe espellere gran parte delle attività di gioco dal territorio, con gravi conseguenze sull'occupazione del settore, si fronteggiano 8 candidati. Oltre a Gian Mario Mercorelli (M5S), Maurizio Mangialardi per il centrosinistra (Insieme Marche) e Francesco Acquaroli per il centrodestra (RicostruiAmo le Marche), ci sono Anna Rita Iannetti (Movimento 3V - Vaccini Vogliamo Verità) - Libertà di scelta, Alessandra Contigiani (Riconquistare l’Italia – Fronte Sovranista Italiano), Roberto Mancini (Dipende da Noi), Fabio Pasquinelli (Lista Comunista! Per le Marche), e Sabrina Banzato (Vox Italia-Marche).

- con la ricandidatura di Michele Emiliano (Pd), insidiata da Raffaele Fitto (centrodestra) e Antonella Laricchia (M5S), Ivan Scalfarotto (Italia Viva, +Europa e Azione), Mario Conca (Cittadini pugliesi), Pierfranco Bruni (Movimento Fiamma Tricolore), Nicola Cesaria (Lavoro Ambiente Costituzione) e Andrea D’agosto (Riconquistare l’Italia).

Discorso a parte per la Valle d'Aosta, dove il presidente verrà eletto dai consiglieri candidati nelle 12 liste presentate: Alliance Valdôtaine, Progetto Civico Progressista, VdAlibra con Partito Animalista Italiano, Rinascimento Valle d'Aosta, il Centrodestra Valle d'Aosta, Pays d'Aoste Souverain, Union Valdôtaine, Lega Vallée d'Aoste, Pour l'Autonomie, Movimento 5 Stelle e Valle d'Aosta Futura.