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Il M5S moneta se aprire alle alleanze per le Regionali

di Redazione | 12/10/2018

Il M5S non si allea e non si alleerà mai con neppure uno, hanno ripetuto per anni e ripetono ancora oggi gli esponenti pentastellati. Ma ora all’intimo del Movimento qualcuno si interroga sulla possibilità di rompere il divieto ed aprire a qualche accordo sul territorio. È quanto rivela oggi il quotidiano La Stampa (articolo di Federico Capurso) raccontando del confronto intimo in vista delle Elezioni Regionali di inizio 2019. A febbraio si apriranno le urne in Abruzzo e in Sardegna, regioni dove il M5S vanta un ampio consenso e potrebbe tentare il successo, ma dove – nello stesso tempo – è avversario temibile il centrodestra a trazione lega.

Il M5S e le alleanze: ipotesi di un apparentamento con gli ambientalisti alle Regionali

Stando a quanto riporta La Stampa il Movimento, temendo di restare a mani vuote, ammicca alle associazioni ambientaliste vicine alle sue battaglie. Si cita il gruppo abruzzese che fa capo ad Augusto De Sanctis, un indipendente – spiega ancora il quotidiano – che in questi anni ha collaborato a stretto contatto con i pentastellati sul territorio. Ma al momento le porte sono chiuse.

L’idea di aprire alle alleanze è gradita ad alcuni e certamente non a tutti i ‘portavoce’ nel M5S. A bocciarla è innanzitutto l’area degli ortodossi guidata dal presidente della Camera Roberto Fico, che parla di corsa solitaria senza se e senza ma a tutti i livelli, anche nei piccoli comuni. Ma tutti sono consapevoli degli aspetti negativi. Massimo Bugani, in un’intervista al Quotidiano Nazionale ha sottolineato che in Emilia Romagna se il M5S correrà da solo «resterà importante» ma «non riuscirà a vincere». «Se andiamo da soli contro le accozzaglie del centrodestra e del centrosinistra perderemo sempre», ha detto invece alla Stampa un parlamentare abruzzese.