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Carenze negli asili nido il M5S: "Gestione delegata a svariate cooperative private"

Rieccoci, puntualmente, come Natale cade il venticinque di dicembre, così siamo giunti al momento. La legge Regionale, in materia, scolastica attribuisce l’onere della gestione degli asili nido alle Amministrazioni Comunali, le quali, secondo l’autonoma scelta, in ottemperanza ai parametri stabiliti dalla stessa legge, secondo le autonome scelte politiche, in materia, decide di mettere in atto gli opportuni strumenti, politici e strutturali per rispondere adeguatamente alle istanze che provengono dai propri cittadini. Affermiamo dai cittadini, perché l’esigenza educativa e la formazione sono istanze che giungono da tutta la cittadinanza, perché sono componenti sociali che su tutta la comunità.

Per coprire le richieste, la scelta circa le modalità e gli strumenti è competenza dell’Amministrazione. Infatti, andando indietro con la memoria di una diecina d’anni l’Amministrazione di Calenzano aveva scelto di dotarsi di asili nido che usufruivano di strutture comunali, con personale comunale, altamente preparato, tanto da essere considerato un polo di eccellenza se non di livello nazionale almeno regionale.

Da allora il Comune è andato sempre più defilandosi tanto da giungere oggi a non avere alcun asilo gestito direttamente, e gli educatori superstiti sono stati assegnati ad altri incarichi e alcuni perfino trasferiti presso altri Comuni, anche nostri contigui, i quali, evidentemente, dimostrano, evidentemente, un maggior riguardo per questa, fondamentale, funzione.

Non fossero bastate le numerose rimostranze delle famiglie interessate e le mozioni del Mvimento5Stelle per l’anno scolastico 2016/2017 in cui su 157 richieste 46 sono state soddisfatte e 111 respinte, per il 2017/2018 su 138 nuove richieste ne sono state accolte 42. Ci preme sottolineare che, attualmente, la gestione tutti gli asili è stata delegata a svariate cooperative private.

Le scelte riportate suggeriscono, le politiche amministrative che quest’Amministrazione privilegia sono fortemente orientate agli investimenti: (noi le definiamo indebitamenti) immobiliari, realizzazioni di piste, piazze ecc. tenendo conto in misura molto marginale le politiche sociali. Anche nell’ultima variante al piano urbanistico, approvata nel consiglio del 26/6, neppure nei provvedimenti di rigenerazione urbana, è prevista alcuna iniziativa volta alla conversione di una struttura qualsiasi in adeguamento a destinazione educativa.

Se come in risposta alla nostra mozione del 2016 l’assessore ha definito i nidi strutture a scopo educativo a maggior ragione dovrebbe trovare massima considerazione poiché, il nido, costituisce il momento fondamentale di accesso al processo di educazione e formazione dei futuri cittadini. Il nido costituisce il momento critico per la socializzazione e l’acquisizione della consapevolezza di se nell’ambito del tessuto sociale.

Ci faremo sentire nei prossimi consigli comunali , con la speranza che per settembre si trovino le risorse per completare questa penuria insostenibile per le tante famigli che ci hanno chiamato e che sono disperati.

Mamme che dovranno rinunciare al lavoro per stare a casa e/o prendersi permessi non retribuiti facendo quindi affidamento ad un solo stipendio in famiglia .
Mentre si pensa di spendere 1 milione di euro per la nuova sede dei vigili, neppure uno si accorge che 96 famiglie dovranno sborsare oltre 600 euro al mese per avere un nido privato e poter lavorare.