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Reflui industriali nella Piana, M5S: "Preoccupati per il trattamento e per i cittadini"

“Siamo preoccupati per la piana fiorentina e i suoi cittadini, martedì la giunta risponderà alla nostra richiesta di comunicazione sul ‘pacchetto da incubo’ che PD e Rossi hanno pianificato per questo territorio - inceneritore, nuovo aeroporto e terze corsie autostradali – cui si aggiunge anche questo impianto di trattamento di rifiuti speciali liquidi che sta sorgendo a Campi Bisenzio grazie all’autorizzazione di Città Metropolitana e Regione Toscana” ha dichiarato in conferenza stampa Gabriele Bianchi, consigliere regionale capogruppo M5S.

“In un’area che fino all’operazione Targetti era ad alto valore ambientale, con un grande Centro Benessere, hotel e altri centri di attrazione, le amministrazioni PD autorizzano un impianto che tratterà e smaltirà 186mila tonnellate di acque reflue, provenienti da attività industriali e artigianali. Tutto al chiuso secondo le autorizzazioni, ma qualche dubbio è legittimo sugli odori derivanti e sebbene la procedura autorizzativa sia regolare, le criticità a livello politico sono molte: è giusto mettere un impianto così potenzialmente impattante in un territorio già sufficientemente carico di problematiche?” ha continuato il Cinque Stelle, chiudendo poi con un richiamo anche alla società autorizzata “La CIPECO srl ci risulta abbia come oggetto sociale acquisto, vendita, permuta e gestione di beni immobili, quindi sia di fatto un’immobiliare. Ci ha incuriosito che Città Metropolitana e Regione Toscana autorizzino ad un impianto del genere una società immobiliare. Società con un dipendente solo, 60mila euro di capitale sociale a fronte di un investimento di 5 milioni di euro e con un’ombra relativa al suo socio di maggioranza che ne detiene  l’82,38%. Questa persona ci risulta a processo a Taranto per illeciti legati ad una discarica. Un provvedimento giudiziario chiesto anche da un pm della Direzione Investigativa Antimafia, dopo centinaia di esposti della popolazione sottoposta a ‘molestie olfattive’ patite a più di 3 km dall’impianto”.

“Su questo impianto c’è stato innanzitutto un problema di trasparenza da parte delle amministrazioni che dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini” ha segnalato Niccolò Rigacci, consigliere comunale M5S di Campi Bisenzio.

“La Città Metropolitana ha gestito l’intatto iter autorizzativo senza informare la popolazione. Lo abbiamo fatto noi venti giorni dopo la sua conclusione, quando abbiamo potuto leggere che questo impianto non era una bazzecola. 186mila tonnellate di fanghi dopo trattamento finiranno quasi del tutto nelle nostre fogne, con la possibilità di vivere nuovamente il problema cattivi odori, già subìto dai cittadini di Campi per Case Passerini” ha aggiunto il Cinque Stelle precisando che “se Arpat ha imposto delle prescrizioni per questo ad Alia, impresa pubblica, che ha trattato i rifiuti con le porte aperte e forse non ha pulito i biofiltri, come possiamo non essere preoccupati di un’impianto come questo che sarà gestito da un privato?”.

“Tra l’altro – ha sottolineato Rigacci – mentre abbiamo un cantiere avviato per finire questo impianto ancora le opere idrauliche compensative non sono state fatte. Parliamo di canali e altri interventi necessari per evitare che quando piova ci siano dei travasi di questi liquami fuori dall’impianto. Le ha pagate il privato, le deve fare il pubblico ma ancora non ci sono. Una negligenza che aumenta il azzardo e l’allarme sociale”.