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Buoni spesa, botta e risposta tra Lorusso (M5s) e l'amministrazione

Nei giorni scorsi le parole dell'assessore Felice Lafabiana sulla distribuzione e ai controlli dei Buoni Spesa non hanno convinto la consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle, Ketti Lorusso, che ha voluto esprimere le proprie perplessità circa le spiegazioni addotte dall'assessore.

"L'amministrazione, ad ormai 10 mesi dall'inizio dell'emergenza, pare non avere delle procedure collaudate per l'individuazione dei cittadini che necessitano delle risorse messe a disposizione dal governo nel fondo per le Povertà, né per i controlli sulla distribuzione dei buoni spesa"- afferma la consigliera pentastellata, che sottolinea come i dubbi siano stati avvalorati anche dalle dichiarazioni esternate nei mesi passati dallo stesso sindaco Valente, che "denunciava mediaticamente delle anomalie, alimentando voci e preoccupazioni alle quali, a quanto pare, non ha ancora dato seguito". L'accusa nei confronti dell'amministrazione comunale da parte della consigliera di opposizione è quella di improvvisare "di volta in volta criteri e procedure sempre nuovi, come la destinazione dei buoni a famiglie in contumacia".

Secondo l'esponente del M5S, l'isolamento fiduciario dovuto alla contumacia, se pur recando un disagio momentaneo alle famiglie che lo vivono, non può essere considerato un criterio per assegnare contributi che andrebbero, invece, destinati a nuclei familiari che, a tralasciare dalla contingenza del momento dovuto all'emergenza sanitaria, vivono in uno stato di indigenza.

"Continueremo a vigilare sulla questione ed a tenere informati i cittadini al fine di ridurre le sempre più frequenti voci che alimentano le preoccupazioni dei cittadini su procedure di distribuzione dei buoni poco corrette"- conclude Ketti Lorusso.

La replica è arrivata direttamente dal sindaco Alesio Valente. Senza citare consiglieri o movimenti politici, si è detto rammaricato per la mancanza di collaborazione in questi mesi difficili della pandemia per poi bollare la critica come "strumentalizzazione". Il primo cittadino conferma il corretto operato dell'amministrazione per aiutare le fasce socialmente ed economicamente fragili.