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M5s di nuovo sulle barricate con la paura che venga scritta una legge elettorale contro di loro. "Votiamo subito con la legge che c'è"

I pentastellati escludono di tornare al tavolo della trattativa. Di Maio: "È finita". E tornano alla vecchia battaglia contro i vitalizi

Alessandro Di Battista gioca a provocare: "Sulla legge elettorale noi siamo disposti ad andare avanti". Ma la realtà è quella raccontata da Luigi Di Maio: "È finita". E tra Pd e M5s, nel day after del fallimento dell'accordone, volano gli stracci: "Il Pd è allo sbando", dicono i grillini. A loro risponde il dem Fiano: "La legge è stata impallinata dalle correnti M5s e dalla base".

Al di là di chi incolpa chi e su cosa, il punto è che una nuova legge elettorale va fatta. I 5Stelle escludono di poter tornare al tavolo della trattativa e salgono invece sulle barricate, soprattutto adesso dal momento che mancano poche ore alla chiusura della campagna elettorale delle amministrative. Tuttavia tra i grillini cresce la paura di una legge anti5Stelle. Da una parte c'è il sollievo che il Rosatellum, un sistema elettorale che gli avrebbe tagliato le gambe, è stato escluso, ma nello stesso tempo temono che gli altri partiti possano vendicarsi. È proprio il verbo "vendicare" che i grillini usano infatti parlando tra loro quando pensano che saranno gli altri partiti a scrivere le regole delle prossime elezioni.

Tra i parlamentari, tra le prime file del Movimento, si ragiona così: "Renzi non tiene i suoi, non controlla i gruppi parlamentari, ma anche noi non siamo d'accordo su molti aspetti. Quindi rischieremmo di sporcarci senza concludere di nuovo nulla". Sedersi ancora al tavolo sarebbe infatti troppo rischioso per gli equilibri, che si sono dimostrati precari, dei 5Stelle.

I grillini tornano dunque a proporre la legge elettorale venuta fuori dai rilievi della Consulta. "Meglio andare al voto con la legge esistente, ne abbiamo una alla Camera e una al Senato: tutte e due consentono a una forza politica di governare il paese", spiega Di Maio che chiede, pur non credendo più che sia possibile, di andare al voto anticipato: "Chiudiamo questa legislatura in cui l'unica legge elettorale che si è riusciti a fare era incostituzionale".

Per i pentastellati la battaglia, a questo punto, torna ad essere quella sui vitalizi: "Il problema del vitalizio che scatta il 15 settembre è una delle cose che grida vendetta in Italia. Mancano 98 giorni: adesso ci sarà da discutere i bilanci delle Camere a luglio e in quell'occasione il M5s darà battaglia per far saltare le pensioni ai parlamentari". Nei prossimi giorni i grillini torneranno sempre più alle origini, provando ad allontanare il ricordo del tavolo con Pd, Forza Italia e Lega nord, che non ha portato a nulla se non a far emergere le divisioni interne. E poi si continuerà a ragionare sulla squadra di governo e sul programma, un modo per rilanciare il partito e farlo ritrovare dopo la spaccatura di questi giorni.