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A M5s nessun capoluogo, unica luce Carrara. Comunali da incubo: si consolano con 8 ballottaggi su 10

Ma Di Maio esulta: "Il MoVimento 5 Stelle continua con la sua inesorabile crescita. Abbiamo in tutto 45 sindaci"

Nessun capoluogo. I 5Stelle speravano nella conquista di Asti, dove grazie al riconteggio delle schede erano riusciti ad giungere al ballottaggio. Ma nulla da fare. Nonostante il comizio finale con tanti big, da Alessandro Di Battista a Luigi Di Maio sul palco del comune piemontese, M5S non è riuscito a vincere nell'unico capoluogo dove era in corsa in questo secondo turno delle elezioni amministrative. L'unica luce per i grillini, in queste comunali da incubo, è rappresentata da Carrara dove il centrosinistra subisce una pesante sconfitta sommata a quella di Pistoia. Il valore è altamente simbolico: è la prima volta che la 'patria' di cavatori e anarchici, da sempre guidata dalla sinistra o dal centrosinistra, cambia governo.

Nel complesso i pentastellati vincono otto ballottaggi su dieci. Dato che i grillini cavalcano sulle pagine Facebook proclamando vittoria. Nei fatti però, in questa tornata elettorale, i comuni al voto erano originariamente poco più di mille. Il Movimento 5 Stelle ha presentato la propria lista solo in 140 di questi e in dieci è arrivato al ballottaggio. Perlopiù si tratta di piccoli comuni, come Mottola, Santeramo, Canosa e Acqui Terme, dove M5s ha vinto per cinque voti. Più consistente invece la vittoria a Fabriano, comune delle Marche.

Tuttavia possono essere felice gli ortodossi della Capitale che si sono impegnati per vincere nei comuni laziali di Guidonia e Ardea. A metterci la faccia sono state soprattutto le due pasionarie Roberta Lombardi e Paola Taverna. Guidonia conta 90mila abitanti, è la terza città più popolosa del Lazio, ma soprattutto rappresenta una bandierina per i grillini che non davano per scontata la vittoria dal momento che l'amministrazione Raggi ha subito in questo anno di sindacatura molte battute d'arresto, non ultima la notizia del possibile rinvio a giudizio per abuso d'ufficio e falso nell'ambito delle nomine. La campagna elettorale per conquistare i voti di destra parlando di chiusura dei campi rom e di stop all'arrivo degli immigrati è portato i suoi frutti per vincere sul centrosinistra. Va ai 5 stelle anche Ardea: "La Regione Lazio è pronta...", commenta Davide Barillari, consigliere regionale del Movimento molto vicino alla deputata Roberta Lombardi che potrebbe candidarsi come governatrice.

Basta questo per far cantare vittoria a Luigi Di Maio che su Facebook scrive: "Il MoVimento 5 Stelle continua con la sua inesorabile crescita. Vittoria in 8 comuni su 10 ballottaggi. Da soli vinciamo quasi ovunque. Quando i partiti non schierano ammucchiate di finte liste civiche, il voto è libero". I pentastellati puntano ancora il dito contro le ammucchiate, sottolineando di essere stati gli unici a correre da soli con la propria lista e senza "finte liste civiche". Il candidato premier in pectore non potendo essere felice per la vittoria di Asti, sottolinea quella a Carrara: "Dopo 70 anni cambia colore, diventa 5Stelle mandando a casa il Pd. Complimenti al nostro nuovo sindaco Francesco De Pasquale che compie la stessa impresa di tre anni fa riuscita a Livorno". Di Maio ricorda che "con 8 ballottaggi vinti su 10 siamo a 45 sindaci 5 Stelle: una crescita del 20%. Il Pd a Trapani non vince neanche quando corre da solo: non si è raggiunto il quorum. Renzi in queste amministrative non ci ha messo la faccia, ma è riuscito a perderla comunque".

Quindi la soddisfazione più grande è vedere il risultato del Pd. "La sconfitta del Pd e di Renzi è innegabile", commenta il deputato Vittorio Ferraresi. Gli fa eco Danilo Toninelli: "Altri 8 comuni strappati ai vecchi partiti! Anche qui taglieremo gli sprechi e li trasformeremo in servizi ai cittadini!". E se Giulia Sarti, commentando i risultati, deplora la scarsa affluenza alle urne, per primo è il leader del Movimento, Beppe Grillo, a non essere andato al seggio per votare al ballottaggio per il sindaco di Genova. Per fine i grillini subiscono la riscossa incassata da Federico Pizzarotti, l'bandito M5s, riconfermato sindaco di Parma.