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Parte l'iter del decreto collegi in Commissione. M5S e FI mettono in guardia: "No a modifiche". Saranno ascoltati Alleva e Minniti

Restano dubbi su alcune Regioni ma grillini e azzurri mettono in guardia

Non si profila una passeggiata l'esame del decreto legislativo che determina i nuovi collegi elettorali: oggi nelle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato è stato avviato l'iter che in tempi brevi, entro il 7 dicembre, porterà all'approvazione di un parere da trasmettere al governo.

Un parere non vincolante ma che in questo caso potrebbe assumere un certo peso visto che è stato lo stesso esecutivo, nella relazione che accompagna il testo trasmesso in parlamento il 24 novembre scorso, a sottolineare le criticità del lavoro svolto sui collegi dalla Commissione di esperti presieduta dal numero uno dell'Istat, Giorgio Alleva, affidando di fatto alle Camere il compito di lavorare sui punti più controversi e di "valutare" "dei leggeri aggiustamenti in modo da far coincidere la determinazione dei nuovi collegi con le realtà amministrative attualmente vigenti". A non convincere il governo le ripartizioni dei collegi di Lazio, Toscana, Sicilia, Umbria e Marche.

"Bloccheremo i tentativi dei vecchi partiti di disegnarsi collegi come abiti su misura", ha tuonato Danilo Toninelli, capogruppo M5S in Commissione Affari costituzionali alla Camera.

E anche se oggi il relatore Fiano (Pd) si è limitato a illustrare il contenuto del decreto, anche Forza Italia ha messo in guardia la maggioranza: "Siamo indisponibili a una frantumazione dei territori in base a criteri particolare. Se sarà necessario qualche adeguamento lo valuteremo ma non siamo disponibili che qualcuno ne approfitti per interessi che siano generali e condivisi", ha avvertito il deputato azzurro Francesco Paolo Sisto. E un altro forzista Pietro Laffranco è stato ancora più duro: "La commissione, individuata dalla legge per disegnare i collegi da modificare, ha svolto il suo lavoro seguendo criteri tecnici. Modificare alcuni collegi significherebbe farlo solo per tentare di cambiare il risultato elettorale, ossia puzzerebbe di imbroglio! Confidiamo nel senso delle istituzioni di alcuni esponenti della sinistra, soprattutto tra i membri del governo e in una moral suasion da parte di chi può esercitarla affinché non si compia scempio delle regole e ricordiamo al Pd che chi ha provato a cambiare furbescamente le regole per interesse di parte è stato poi puntualmente punito dagli italiani".

M5s e Fi hanno chiesto di avere del materiale come la mappatura dei collegi e l'audizione della commissione tecnica che li ha disegnati. Lunedì alle 15, quindi, verrà sentito Alleva. Stessa audizione anche al Senato probabilmente martedì. A Palazzo Madama inoltre sarà sentito anche il ministro dell'Interno, Marco Minniti. Entro martedì 5 dicembre alle 14 i gruppi potranno presentare le proposte di modifica in commissione al Senato. Il 7 dicembre verranno espressi i pareri dalle commissioni dei due rami del Parlamento. A quel punto il governo avrà tempo fino all'11 dicembre, ovvero trenta giorni dopo la pubblicazione del Rosatellum in gazzetta ufficiale, per dare il via libera ai nuovi collegi.