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"Le nuove regole M5S? In equilibrio tra nominati e Armata Brancaleone"

"Quasi irriconoscibile". In un lungo editoriale, il direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio definisce così l'esito del cambio di pelle del Movimento 5 Stelle alla luce delle nuove regole decise in vista delle elezioni. Il bilancio, tuttavia, non è solo negativo: "In parte meglio, in parte peggio", scrive.

Quello che Travaglio definisce un "giusto equilibrio fra due estremi negativi, i nominati dall'alto e l'Armata Brancaleone" è la definizione delle liste:

"Pessima idea", secondo il direttore del Fatto, è invece la nuova regola che impone di votare la fiducia ai governi presieduti da un premier M5S. Per Travaglio "non è degna di chi un anno fa contribuì a salvare la Costituzione". Non solo.

Contrarietà anche alla regola della multa da 100mila euro per i parlamentari espulsi. "La multa e le dimissioni resteranno lettera morta", scrive.

Tra i punti positivi per Travaglio c'è la possibilità per Luigi Di Maio di avere l'ultima parola sui candidati "proporzionali" votati online dagli iscritti e di escludere quelli che hanno posizione contrarie al Codice etico. Ecco come spiega le ragioni del suo assenso a questa regola:

C'è un elemento che per Travaglio sarà "decisivo", più delle regole: il fattore umano.