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M5s caccia il giornalista sgradito

Il servizio d’ordine di Casaleggio ferma Iacoboni della Stampa: “Abbiamo avuto ordine di non farla entrare”. Poi la nota: “Non aveva l’accredito”

"Abbiamo avuto ordine di non farla entrare". Ivrea, alle Officine H l'Associazione Gianroberto Casaleggio ha organizzato la seconda edizione di Sum, una kermesse che approfondisce i temi cari al fondatore del Movimento 5 stelle. Il giornalista della Stampa Jacopo Iacoboni passa i controlli di Polizia, zaino in spalla, poi viene fermato dallo staff. Stiamo rientrando in sala. Avendo già il pass non abbiamo alcun tipo di problema, e ci troviamo involontari testimoni dell'episodio. Evidente sia l'incredulità del giornalista, sia la fermezza del cordone di sicurezza: "Mi dispiace, ci è stato detto così, non possiamo farci nulla".

Pochi passi dinanzi a lui Emilio Carelli, ex direttore di Skytg24 e oggi deputato stellato. "Ora provo a risolvere". Entra, parla con il desk accrediti: "Deve parlare con la responsabile". Una decina di minuti dopo la telefonata: "Mi dispiace, non posso fare nulla, non dipende da noi".

Occorre spiegare che a gestire l'evento voluto da Davide Casaleggio non è la struttura del Movimento, ma la Visverbi, un'agenzia privata che lavora in rapporto diretto con il figlio di Gianroberto. Partono una serie di telefonate, si susseguono alcuni tentativi di mediare la condizione. A seguito delle quali, intorno all'ora di pranzo, la direzione del quotidiano torinese emana un comunicato di una certa durezza. "Il divieto - vi si legge - è stato motivato non dalla mancanza di accredito giornalistico, ma «per ragioni personali», come comunicato dall'ufficio stampa del Movimento 5 Stelle facendo riferimento ad articoli scritti da Iacoboni".

Il rapporto tra Jacoboni e i 5 stelle non è mai stato semplice. E sono in molti tra le mura di Sum a sottolineare con fastidio gli articoli "pieni di falsità del giornalista". E si fa girare molto un post del co-fondatore risalente a cinque giorni prima della sua morte, per sottolinearne gli attacchi: "Lo sciacallo Iacoboni - vi si legge - usa il pretesto delle mie condizioni di salute per inventare retroscena inesistenti sulla gestione del Movimento e schizzare veleno sui portavoce".

Parole alle quali indirettamente risponde il comunicato della Stampa: "È inaccettabile che a un giornalista, e alla testata che rappresenta, venga impedito di fare il proprio lavoro perché si dissente da ciò che ha scritto. Ed è incomprensibile che ciò avvenga ad opera di una forza politica impegnata nella formazione del prossimo governo e che si fa interprete della necessità del dialogo in una fase politica tanto delicata".

Nel pomeriggio, la Visverbi ha fornito la propria versione. Che parla di un problema di accredito: "Il giornalista de La Stampa non ha mai presentato domanda di accredito, né entro i termini stabiliti né tardivamente. Inoltre, in rappresentanza del quotidiano La Stampa era già stato accreditato il giornalista Ilario Lombardo. Fonti del M5S precisano inoltre che il Movimento non ha nulla a che fare con l'organizzazione dell'evento".

Sullo stesso palco di Sum, è andato in scena un vivace scambio di battute fra Enrico Mentana e Gianluigi Nuzzi, una delle menti dell'evento: "Mi spiace ch ci sia un giornalista che non è riuscito a entrare. Non è mai un vantaggio tenerli fuori", ha detto il direttore di La7. "Ci sono delle regole da rispettare", la lapidaria risposta.

Infine, durissima, è arrivata una nota della Federazione nazionale della stampa italiana: "È auspicabile che a certi atteggiamenti prevaricatori i giornalisti reagiscano tutti insieme prendendo l'abitudine di abbandonare i luoghi e gli eventi in cui vengano messi in atto comportamenti volti a discriminare i colleghi".