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Secondo il quotidiano, i vertici hanno sostituto i 20 pdf votati dagli iscritti con altri radicalmente diversi. M5S: "Falso"

"La versione del programma elettorale attualmente disponibile sul sito del movimento è completamente diversa da quella che c'era a febbraio". È quanto scrive il Foglio che oggi denuncia in prima pagina quella che definisce la "grande truffa" del M5S. Scrive il Foglio:

La replica M5S: "Nessun cambiamento sostanziale al programma, solo revisioni di forma. Controllate".

"Su questa storia dei programmi del Movimento 5 Stelle siamo costretti a smentire 'il Foglio', perché la vera truffa è proprio l'articolo che oggi ci accusa di aver modificato i punti programmatici subito dopo il voto delle elezioni politiche". È quanto si legge in un post del M5S di risposta a un articolo che accusa i pentastellati di aver modificato il programma elettorale dopo il 4 marzo, in particolare sulla politica estera e sulla posizione in merito alla Nato.

"Andiamo per ordine - prosegue il post . 'Il Foglio' scrive che 'fino al 2 febbraio sul sito del M5S c'era un programma, il 7 marzo - tre giorni dopo le elezioni - ce n'era un altro'. Falso. Il programma conclusivo è stato pubblicato il 21 febbraio 2018, dopo un'ultima revisione dedicata all'impostazione grafica". Pubblicando anche i link alle pagine del sito dedicate ai temi elettorali, i Cinquestelle proseguono: "I punti votati dai cittadini sono gli stessi inseriti nel programma. Le versioni precedenti a quelle definitive, pubblicate il 21 febbraio 2018, erano chiaramente versioni provvisorie, sviluppate all'intimo di gruppi di lavoro ad aprile dello scorso anno e che poi sono state oggetto di ulteriori modifiche, accogliendo proposte e istanze, fino alla stesura definitiva".

"Tra l'altro 'il Foglio' scrive che le due versioni sono di senso 'totalmente diverso e spesso diametralmente opposto' - scrive il M5S nella nota pubblicata sui canali social ufficiali -. Ad modello cita un passaggio della prima bozza, in cui si legge 'ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera', ma nella versione finale c'è scritta la stessa identica cosa, in una forma più adeguata: 'La politica estera del Movimento 5 Stelle - riporta la versione finale - si basa sul rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l'integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi?'. Dove sarebbe il senso 'diametralmente opposto' di cui parla il Foglio?". E ancora: il Foglio "scrive che sulla Nato si leggono posizioni diverse, ma anche in questo caso mente. Nel programma conclusivo si legge infatti che il 'Movimento 5 Stelle sostiene l'adeguamento dell'Alleanza atlantica (Nato) al nuovo contesto multilaterale, contemplando un inquadramento delle sue attività in un'ottica esclusivamente difensiva. È inevitabile una riflessione sull'attuale ruolo della Nato'. Non è quello che diciamo da sempre?", interrogano i pentastellati. "Insomma, ciò che è cambiato è solo un po' la forma, il che lo riteniamo normale. Accade così per tutti i programmi elettorali di tutte le forze politiche del mondo: c'è una prima bozza, poi nuove stesure e lavori di editing. Non c'è di cui stupirsi - conclude il M5S -. I punti votati dai cittadini, infine, sono nel programma che il candidato premier Luigi Di Maio ha presentato in campagna elettorale".