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Vaccini, M5S: “Toti impugni la legge Lorenzin. Servono raccomandazione e informazione, non metodi coercitivi”

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Regione. “La Regione Liguria impugni la legge Lorenzin. Il provvedimento è irricevibile e con possibili profili di incostituzionalità. Per raggiungere la massima copertura vaccinale non servono obbligatorietà e metodi coercitivi ma un serio tragitto di sensibilizzazione e informazione”. Lo dicono Gabriele Pisani e Andrea Melis, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, all’alba dell’approvazione, a colpi di fiducia, di un ddl che introduce l’obbligo a scuola per dieci vaccinazioni in via permanente.

A giugno il gruppo M5S Liguria aveva già presentato in Consiglio regionale una mozione, poi trasferita in Commissione Sanità, per impegnare la Giunta a confermare l’irricevibilità dell’allora decreto, da oggi diventato legge.

“Non abbiamo mai messo in discussione l’importanza fondamentale della prassi vaccinale, che è e resta una grande conquista medica e sociale – spiegano i 5 Stelle – Ma l’approccio repressivo e calato dall’alto è quanto di più sbagliato per raggiungere il vero obiettivo: le soglie minime europee di copertura vaccinale. Non lo diciamo noi, ma le esperienze virtuose di tanti paesi comunitari che hanno scelto la strada della raccomandazione, raggiungendo livelli elevati di copertura”.

“È proprio questo il tragitto che, come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre proposto, sia a livello regionale con una Proposta di legge che prevede la creazione di un Canale verde di consulenza prevaccinale e di sorveglianza degli eventi avversi alla vaccinazione, sia a livello nazionale, a partire dalla Proposta di legge Taverna che propone quattro vaccini monodose obbligatori (ma senza l’esclusione dalla scuola) e mette al centro raccomandazione, informazione e investimenti anche in personale sulle politiche legate alla vaccinazione”, affermano i consiglieri pentastellati.

“Purtroppo il governo ancora una volta ha preferito procedere con un atto di forza, senza un vero tragitto di condivisione e partecipazione con i principali soggetti interessati, ovvero i genitori – concludono Melis e Pisani – Ora la palla passa alla Regione e a Toti, che ha l’occasione di impugnare la legge e rimetterne in discussione i principi base, avviando contestualmente un dibattimento per superare il modello impositivo e una campagna di sensibilizzazione a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini liguri”.