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Casaleggio stoppa Conte su alleanze per le Regionali

La deputata del M5S mentre nel nostro Paese si muore di fame, come lamentano i”grillini” spinti da irrefrenabile indignazione , ha alzato la mano in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati e chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori avanzando una fremente protesta (che ai cittadini veri poco importa !) lasciando tutti i deputati presenti a dir poco interdetti.: “il ristorante di Montecitorio è chiuso chi ci nutrirà nei giorni festivi ?”si discuteva di urgentissime risoluzioni in “materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Ma mentre nel nostro Paese si muore di fame, come lamentano i”grillini” spinti da irrefrenabile indignazione, si è aperto un “buco” nello stomaco del deputato pentastellato Marialuisa Faro.

36 anni da Catania, ha un trascorso imbarazzante nel Movimento Cinque stelle col 3.59% di preferenza raccolto nel 2013, da candidato sindaco al Comune di Sannicandro Garganico, in provincia di Foggia.

la deputata del Movimento 5 Stelle (M5S) Marialuisa Faro ha alzato la mano e chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori avanzando una fremente protesta (che ai cittadini veri poco importa !) lasciando tutti i deputati presenti a dir poco interdetti.: “il ristorante di Montecitorio è chiuso chi ci nutrirà nei giorni festivi ?” Secondo la “grillina” è importante allertare il collegio dei Questori della Camera ed addirittura il suo collega di partito Roberto Fico che siede alla Presidenza di Montecitorio.

. “Domenica (ieri, ndr) siamo convocati qui alle 15.30. Chiedo a Buompane di allertare la presidenza della Camera affinché domenica il ristorante di Montecitorio sia aperto per permetterci di pranzare qui”.

della Commissione Bilancio nessun deputato del M5S è intervenuto sul decreto Rilancio, e il Movimento si è fatto sentire solo attraverso la richiesta del ristorante aperto della deputata Faro !pubblica da terza carica dello Stato, aveva proposto le linee guida improntate a giustizia ed eguaglianza sostenendo che alla Camera si spendono migliaia di euro per il ristorante, mentre fuori la gente non ha di che mettere in tavola. E non era ancora arrivato il Covid 19.

proiettati alle aule dei palazzi del potere romano, erano i più assidui a frequentare la più dozzinale mensa, compiendo secondo loro un atto simbolico ma sopratutto e rivoluzionario, poiché il ristorante di Montecitorio e di palazzo Madama rappresentavano secondo loro il simbolo dei simboli della Casta ! Sino a quando un bel giorno Luigi Di Maio pose un problema a suo dire “drammatico”: “il ristorante è sempre vuoto, mica vogliamo avere sulla coscienza i conseguenti licenziamenti del personale in esubero?che portò alla soluzione “strategica”…. di andare al ristorante, ma soltanto se diventa un “self service”. Dimenticando che in tal caso il problema dei camerieri a azzardo esubero, sarebbe rimasta immutata, e quindi non si parlò mai più della prima “battaglia” grillina: quella sul self service. I grillini più “duri” decisero di andare a mangiare nelle trattorie adiacenti sostenendo di spendere di meno !

, aveva riunito un folto gruppetto dei suoi adepti ,sostenendo che la rivoluzione,, può anche essere un “pranzo di gala”. E fu allora che Giggino Di Maio si adeguò, proprio lui che qualche settimana prima aveva dichiarato che non sarebbe andato “mai e poi mai al ristorante della Camera”.

“se mi vedete con un’auto blu linciatemi, perché le auto blu sono il male assoluto“, ma la settimana scorsa in Svizzera ne aveva una decina di auto blu al seguito ! Benedetta coerenza…cui il cameriere del ristorante della Camera versava un bicchiere di buon vino rosso, apparecchiato e con colleghi di altri partiti. Tutti i grillini “duri” gridarono allo scandalo ! Intervenne addirittura il “Dibba” cioè Alessandro Di Battista scese in campo per difesa d’ufficio dicendo: “lì dentro non mi vedrete mai” . In compenso era spesso attovagliato in un lussuoso ristorante. di piazza Capranica, prezzi all’altezza dei piatti). Dibba aggiunse ” non siate troppo severi, non è poi tutto ’sto privilegio; in ogni caso è molto bello il controllo dei cittadini, ci aiuta a migliorare”.

nella loro arrampicata sociale-economica-politica i loro principi. Dove sono finiti i grillini che volevano il vassoio da self service, che ora invece amano farsi servire da rispettosi camerieri al tavolo dei ristoranti più lussuosi della Capitale, tanto il conto alla fine lo paghiamo noi. E se il ristorante intimo della Camera dei Deputati è chiuso, ecco che qualche parlamentare “grillino” si lamenta in aula, ed il presidente di turno Buompane il quale, “grillino” anche lui, data l’importanza del problema coinvolge nella questione il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. “So ragazzi” direbbero a Roma, ma qualcuno aggiungerebbe anche “hanno la faccia come il c….o ! ” . Come non dargli ragione  ?