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Pigini (M5S) sulle amministrative di primavera: "L'usato sicuro o il sogno del rinnovamento?"

PORTO RECANATI - Ecco i due interrogativi che, con molta probabilità, si proporranno agli elettori portorecanatesi quando saranno chiamati a rinnovare l’assise comunale.

Già perché con il 2021 siamo entrati nel quinto ed ultimo anno della legislatura iniziata nel giugno 2016 e che vide prevalere con circa il 23% dei voti, contro il 76% conquistato dagli altri partiti, la lista di Insieme alla Gente, che ha espresso la giunta che in questo tempo ha occupato Palazzo Volpini.

Un usato sicuro che potrebbe anche nella prossima consiliatura avere un ruolo di primaria importanza nel tenere uniti un insieme di interessi, espressione di parte della società portorecanatese.

Secondo le voci che circolano in città sembrerebbe che, alla luce dei risultati delle scorse regionali, sia in atto un tentativo di assembramento della destra, che a tavolino, garantirebbe a questo contenitore l’annientamento delle altre forze politiche presenti sul territorio.

Ma governare una città significa innanzi tutto fare delle scelte e le scelte non sono mai neutre e nel corso di questo quinquennio la città ne ha subito le conseguenze più che spaventose, che potrebbero rappresentare la risposta agli interrogativi all’inizio evocati.

La politica per aggregare, deve essere capace di proporre un sogno che rappresenta e parla di un bene comune: la nostra città.

Tutto questo sarà possibile che avvenga, avendo ancora alla guida quell’usato sicuro che nel bene e, molto, nel male ha prodotto l’attuale degrado di Porto Recanati?

Io credo che nella nostra città via siano donne e uomini, giovani, meno giovani ed anziani che ancora hanno una potenzialità di critica costruttiva. Persone che saprebbero riunirsi attorno ad un sogno che non abbia come fondamento l’essere contro ma abbia come stella polare un rinnovamento, innanzi tutto di classe dirigente. Persone che abbiano la voglia di realizzare quel sogno, nella consapevolezza che solo il passato può essere declinato in passato remoto mentre il futuro si declina nel futuro prossimo venturo, che è tutto da costruire.