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E il M5s vuole pure annullare l'iPhone

I grillini ora hanno il nemico in casa. Il Movimento della rete si è scagliato contro l'iPhone, e addirittura c'è un disegno di legge per mettere al bando il sistema operativo della Apple. Il problema starebbe nel fatto che gli smartphone della mela funzionano con un «sistema chiuso». E la questione è arrivata in Parlamento.

Il ddl è stato approvato alla Camera il 17 luglio 2016 dalla Commissione trasporti e ora la legge dovrà superare le forche caudine del Senato. La proposta «Disposizioni in materia di fornitura dei servizi alla rete Internet per la tutela della concorrenza e della libertà di accesso degli utenti» vede però come primo sostenitore il deputato del gruppo «montiano» dei Civici e Innovatori Stefano Quintarelli, informatico e blogger veronese in prima linea contro i giganti del web.

Ed ecco la saldatura tra il partito dei «tecnici» e il Movimento Cinque Stelle che «sosterrà il disegno di legge», nonostante molti dei parlamentari pentastellati e lo stesso Grillo siano stati visti a passeggio compulsando il loro iPhone.

Ma il tema della libertà di accesso a internet e ai sistemi operativi starebbe a cuore alla Casaleggio&Associati. E così all'articolo 4 del disegno di legge si sancisce il diritto degli utenti di utilizzare «a condizioni eque e non discriminatorie software, proprietario o a sorgente aperta, contenuti e servizi leciti di loro scelta». Nonostante proprio Apple abbia presentato in Italia, a Napoli, il suo primo centro di sviluppo di app a livello europeo. Attacca il ddl, invece, la corrente renziana del Partito Democratico. È risaputo, infatti, che l'ex premier è un grande fan di Cupertino.

Sergio Boccadutri, ex responsabile innovazione del Pd fa sapere: «Il fine della legge può apparire giusto, ma se applicata solo in Italia può produrre una distorsione di mercato enorme e incomprensibile. Sarebbe più corretto attendere la definizione di regole europee, perché i servizi digitali non hanno confini nazionali. Altrimenti, è come se avessimo deciso di annullare il roaming solo in Italia». E per quanto riguarda il M5s, tutto può apparire quasi come un ritorno alle origini, quando Beppe Grillo si esibiva nei suoi spettacoli contro Internet, spaccando i computer in pubblico. Corsi e ricorsi storici.