M5S News

Ostia, il municipio M5s usa la testata come spot

Roma Vietato scherzare sulle «testate» («capocciate» a Roma). Soprattutto se devi promuovere gli eventi culturali del X Municipio della Capitale. Ormai le parole «Ostia», «Spada» e «capocciata» sono indelebilmente legate nel nostro immaginario e quindi usarle fuori contesto rischia di sollevare più di un mugugno. Dopo la diffusione di uno spot nelle principali radio della capitale, sono stati molti a prendere carta e penna e a scrivere indignati all'indirizzo del presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo (5S), che lo ha commissionato. Nel dialogo tra i due attori che parlano del programma culturale dell'estate di Ostia esce fuori la «gaffe» della capocciata. «Era autoironia - si giustifica l'autore dello spot, l'attore Fabio Avaro - Intendevamo soprattutto sgravare e passare il messaggio che a Ostia non ci sono soltanto coatti e capocciate». Il riferimento, ovviamente, è all'odioso fatto di cronaca immortalato dalla trasmissione televisiva Nemo e mandato in onda lo scorso novembre. Nel corso di un'intervista dinanzi alla sua palestra, Roberto Spada (nella foto) feriva il giornalista Daniele Piervincenzi con una testata. Un gesto per il quale Spada è stato condannato in primo grado, insieme con un suo sodale, a sei anni di reclusione (è stata infatti riconosciuta dai giudici l'aggravante del metodo mafioso). «Davvero l'ideatore di questo spot pensa che il miglior modo per parlare di Ostia sia ricordare la capocciata?» Si chiede il senatore del Pd Bruno Astorre. La consigliera municipale di Forza Italia Maria Cristina Masi ha già presentato un'interrogazione alla presidente Di Pillo per sapere chi ha autorizzato lo spot e soprattutto quanto è costato. La risposta arriva tramite le agenzie di stampa che pubblicano la replica della presidente Di Pillo. «È costato 700 euro. E comunque non capisco queste polemiche. Volevamo solo sgravare». La mini-sindaca ricorda poi che negli ultimi anni sono stati tanti i film pieno di violenza girati sul litorale senza suscitare neppure uno scandalo. La pietra tombale sulla polemica la pone la stessa sindaca che sconfessa la Di Pillo. «Lo spot non mi è piaciuto - replica Virginia Raggi -. Non è il modo giusto per dire che i cittadini del litorale sono per la stragrande maggioranza persone oneste».