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Il "piano salute" del M5s: guerra totale alle medicine

Non esiste ancora un vaccino contro l'amnesia. Forte di questa certezza scientifica il Movimento Cinque Stelle presenta oggi alla Camera il suo programma per la salute.

Era stato votato a metà giugno sulla piattaforma Rousseau, prima delle elezioni amministrative. Avevano votato 19.559 attivisti, iscritti e garantiti dal marchio M5s, non un gran numero visto l'argomento. Poi il silenzio, un'altra raffica di votazioni programmatiche (in corso quella sulle telecomunicazioni) e alla fine la presentazione, senza clamori. Infatti questo pomeriggio a fare gli onori di casa sarà Grillo, Giulia, non Giuseppe Piero detto Beppe.

Al momento del leader e dei sotto-leader non è annunciata la presenza. Con Grillo, Giulia, sono pronti a blaterare una sparuta squadra di deputati e senatori, guidati questi ultimi dalla pasionaria Paola Taverna. Blaterare dovrebbe essere il verbo più adatto all'occasione, perché «nel programma salute sono contenute molto parole e poche proposte», hanno commentato più o meno tutti, medici, opinionisti e blogger da siti di solito amici. Molte parole in libertà, altre trascurate e dimenticate, «rimandate a una votazione apposita», replicano seccati dall'entourage della Grillo&babyCasaleggio.

Già perché della parola «vaccinazioni» non c'è neppure l'ombra e non c'era nei temi proposti sui quali si sono già accapigliati 19.559 iscritti. No, a guardare bene l'ombra di un «vaccino» non è neppure presente nella piattaforma iniziale del programma pentastellato, quella piattaforma programmatica che si può ancora scaricare dal «pdf» del blog di Beppe Grillo e che alla salute dedicava tre paginette, con un margine così ampio da far gelosia al primo libro di Antonio Di Pietro, una pietra miliare della letteratura fatta più di spazi bianchi che punti neri. Eppure sulla vaccinazioni e sui loro «presunti» rischi, sulle lobby che gestiscono i vaccini, Grillo e la sua ciurma hanno fatto mesi di campagne capaci di terrorizzare tutto e tutti, seguite da frenate e scivoloni impareggiabili. Sono andati avanti così per mesi.

Poi è arrivata l'amnesia, che non si cura, non c'è verso. E allora oggi Grillo, Giulia e non Giuseppe, spiegherà che «bisogna eliminare i ticket sui farmaci, senza che ciò pesi sulle tasche dei cittadini» e soprattutto senza spiegare come questo si possa realizzare, un altro grande classico delle proposte M5s.

E ancora, Grillo annuncerà «l'obbligo di trasparenza nella contrattazione del prezzo dei farmaci, fra l'agenzia italiana del farmaco e le case farmaceutiche». Ma anche l'obbligo di «rendere pubbliche le transazioni finanziarie, in denaro o in natura, e le relazioni di interesse con i produttori di farmaci», tema così innovativo da essere già alla base di decine di inchieste e pure di qualche fiction televisiva. Poi però Grillo e i suoi entrano nel vivo: «Le case farmaceutiche forniscano tutta la documentazione relativa alla fasi di ricerca e sviluppo di un medicinale, comprese l'analisi dettagliata dei costi sostenuti per lo sviluppo del brevetto, così da consentire un equilibrio tra il margine per la casa farmaceutica e l'esigenza di tutela della salute dei cittadini».

Gran finale: «Ridurre la durata di protezione della proprietà intellettuale dei farmaci per incentivare la concorrenza». Il tutto condito da una serie di «consigli» generali, ovviamente ricordando come la salute sia legata a una giusta alimentazione e alla tutela dell'ambiente nel quale viviamo. Più che un programma una crociata contro le case farmaceutiche. Aspettando un vaccino, contro l'amnesia.