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Rivoluzione d'ottobre: Grillo prepara l'addio M5s in mano a Casaleggio

La rivoluzione d'ottobre passerà da Rousseau e porterà a un nuovo contratto sociale con la base del movimento. Verrà annunciata nell'ultimo fine settimana di settembre, nella città del Centro scelta per la tradizionale adunata nazionale, Italia a Cinque Stelle. La sede era già stata scelta, Bologna. Ma la coincidenza con altri importanti eventi «fieristici», ha indotto gli organizzatori a cercare un'altra destinazione. La rivoluzione grillina andrà avanti fino alle prossime elezioni politiche e potrebbe concludersi con una novità finale: un conclusivo distacco di Beppe Grillo dall'organizzazione politica creata con Gianroberto Casaleggio. Vero, non è la prima volta che si parla di un addio del comico alla politica, ma questa volta la soluzione sembrerebbe definitiva. Soprattutto se, per il Movimento, i risultati delle urne confermeranno i trionfali sondaggi di questi mesi.

Ecco i principali scenari tracciati dalle linee guida che Davide Casaleggio sta definendo ormai da un anno nei suoi uffici milanesi di via Morone. Nell'ultimo convegno, giovedì scorso, è emerso con forza un nuovo elemento: alle votazioni on-line potrà accedere solo chi è regolarmente iscritto a Rousseau, il sistema operativo del MoVimento 5 Stelle, la creatura più amata e sponsorizzata dai suoi creatori, la Casaleggio&Associati, che «comprende tutte le applicazioni per lo sviluppo del progetto di democrazia diretta». Questa è la novità, che è anche l'inizio di una vera rivoluzione e forse il modo più indolore di «stringere il cerchio» sui potenziali candidati, problema che sta più a cuore a Davide Casaleggio.

Fino a oggi tutto passa per il blog di Beppe Grillo. Per votare ed essere votati è inevitabile essere iscritti e certificati. «Basta essere iscritti e certificati», è la differenza che Casaleggio avrebbe sottolineato con alcuni dei suoi collaboratori più stretti. Non è una differenza, la spiega uno dei volti nuovi del M5S, un professionista esterno, da anni vicino a Grillo e alla famiglia Casaleggio: «Partecipare alle discussioni di Rousseau significa essere davvero interessati alle tematiche che vuole portare avanti il Movimento». La nuova linea è tracciata, semplice, probabilmente condivisibile da tutti, almeno tra gli attivisti.

Così partirà la rivoluzione d'ottobre, anche se in fondo il Movimento non ha tutta questa fretta di conquistare il Palazzo. Almeno non ce l'ha Davide Casaleggio: quando Grillo farà davvero due passi di lato, dovrebbe essere lui l'unico leader del più votato partito populista italiano. Così, almeno continuano a raccontare i sondaggi, che aggiornano costantemente sul solito testa a testa M5S e Pd, che escludono la volontà di «qualsiasi alleanza di governo dopo il voto», che indicano comunque un candidato premier già scelto dalla base, Luigi Di Maio. Gli altri, gli outsider, seguono con distacchi da tappa di montagna al Tour de France. Trovano consensi tra gli attivisti anche Di Battista, Taverna, Lombardi. Poi il vuoto, quello che Casaleggio vuole completare con la sua rivoluzione targata Rousseau.

A Grillo la cosa va bene, «è stanco, vorrebbe tornare a fare il comico a tempo pieno», dicono gli amici, da Genova a Milano. E giovedì scorso, negli uffici milanesi della Casaleggio girava un video: Grillo seduto sul palco di Palermo, durante il lancio della candidatura di Giancarlo Cancellieri a presidente della Regione Sicilia, la terza d'Italia, test fondamentale per tutte le forze politiche. «Guardate Beppe, è immenso: gli altri parlano e lui seduto sul palco fa il mattatore, tra un gruppo di bellissime ragazze», commentavano divertiti nella stanze di via Morone 6. Di «Emilio o dell'educazione», di Rousseau e di tutto il resto si riparlerà a ottobre.