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M5s: dopo gli hacker, i veleni

Dubbi sulla tenuta della piattaforma Rousseau, il parlamentare sospeso Nuti avanza perplessità: e se le votazioni fossero state alterate?

La democrazia della rete può essere anche bella, secondo alcuni. Ma gli attacchi hacker hanno messo in luce soprattutto quanto sia fragile. E per il Movimento 5 Stelle è quindi tempo di correre ai ripari, di mettere le toppe, di restituire credibilità a quella piattaforma Rousseau che così facilmente è stata “bucata”, pur essendo l’oggetto di tutte le speranze di Beppe Grillo e della Casaleggio Associati.

Martedì sera, agli iscritti del M5S è infatti arrivato, via mail, l'invito di cambiare la password d'accesso al sistema centrale del Movimento. La misura rientra in quelle che solitamente prendono i gestori di un sito web dopo un attacco hacker. Naturalmente i più fedeli al verbo grillino hanno subito adottato la nuova parola d’ordine: minimizzare. Ma chi invece ha conti in sospeso – e tra i 5 stelle ce n’è sempre qualcuno – ne ha parimenti approfittato per attaccare. "Molti simpatizzanti o semplici cittadini dicono che anche i sistemi informatici della Nasa, Cia, Russia, Usa sono stati attaccati in passato ma, perdonatemi, questo non significa nulla, è un paragone ridicolo e dimostra che non si è capito quanto è emerso e il diverso livello di protezione e di attacco. 

Stessa cosa quando si afferma che il Pd non può parlare perché non ha piattaforme simili, giusto, vero, ma che risposta è? Che il Pd e i partiti facciano schifo e decidano tutto in pochi nelle segrete stanze è cosa nota ma non certo una risposta valida", ha scritto in un post dedicato all'attacco hacker a Rousseau, il deputato Riccardo Nuti, sospeso da diverse settimane dal M5S per il caso firme false a Palermo.  "Se non vi è noto vi informo che il secondo hacker afferma di essere entrato da mesi dentro Rousseau quindi se questo fosse vero come si fa ad essere certi che le votazioni online non sono state alterate? Sono tutti aspetti da analizzare con attenzione e senza superficialità", l’avvertimento finale di Nuti.