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M5s, Romano (Pd): “Di Maio e altri flirtano con abusivismo edilizio in Sicilia”. Tramontano: “Vero, ma non solo loro”

“L’ex sindaco di Licata sfiduciato per le sue battaglie contro gli abusi edilizi? Purtroppo, come ha detto lui giustamente, in Sicilia ci sono forze politiche che un po’ vezzeggiano la violazione della legalità. E questa passa anche attraverso l’abusivismo edilizio. Tra queste forze politiche che flirtano con l’abusivismo, ci sono i 5 Stelle“. Così a Omnibus (La7) il deputato Pd, Andrea Romano, si esprime sul caso dell’ex primo cittadino di Licata, Angelo Cambiano, sfiduciato dal Consiglio comunale dopo il suo impegno contro la demolizione delle case abusive. “E’ di qualche giorno fa un’affermazione molto grave di Luigi Di Maio che è in tour in Sicilia con altri esponenti del M5S” – continua Romano – “E lui ha detto che in Sicilia il M5S è pronto a ragionare sull’abusivismo “di necessità”. Lo stesso è stato detto dal candidato M5S alla presidenza della Regione Sicilia, Giancarlo Cancelleri. I 5 Stelle, insomma, hanno assunto una posizione molto morbida, anche attraverso la panzana secondo cui l’abusivismo edilizio sarebbe di necessità. Quando una forza politica si dimostra tenera con l’abusivismo, come hanno fatto i 5 Stelle in Sicilia, si compie un doppio reato politico, perché si vezzeggia un’abitudine che ha devastato la Sicilia e si manda ai cittadini il messaggio secondo cui si può violare la legge impunemente”. “Qui tutto viene sacrificato in nome del consenso elettorale” – gli fa eco Salvatore Tramontano, ex vicedirettore de Il Giornale – “L’ex sindaco di Licata parlava di onestà, ma questo è un Paese in cui l’onesto è considerato un fesso, mentre il malvivente e l’affarista sono considerati degli esempi. Io concordo pienamente con Andrea Romano, ma non è un problema solo dei 5 Stelle o della Lega o di Forza Italia o del Pd. Purtroppo è la politica che coltiva questo malaffare, è colpa di tutti. Non ci sono un buono e un cattivo“. E aggiunge: “Ora che si avvicinano le elezioni in Sicilia, non si fa altro che coltivare il malaffare perché porta consenso e voti. Perché la politica, anziché riempirsi la bocca di retorica e di solidarietà, non candida Angelo Cambiano a governatore della Sicilia?“. Insorge la giornalista del Manifesto, Daniela Preziosi, che si rende protagonista di un vivace scontro con Tramontano: “Ma chi è questa “signora” politica? C’è un partito che ha sostenuto Cambiano e poi lo ha trombato (Forza Italia, ndr). Non è che tutti sono uguali”