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Leopolda, Renzi: ‘Basta litigi, no rancore’. Fake news, ‘abbiamo sgamato M5s e Lega. Ogni 15 giorni report su schifezze in rete’

Matteo Renzi chiude la Leopolda di Firenze, innalzando il vessillo del ‘non rancore’ e dell’ottimismo (ma menziona solo una volta i ‘gufi’), non senza togliersi svariati sassolini della scarpa. Il suo fluviale intervento comincia con l’ammissione della sconfitta al referendum del 4 dicembre e con un invito a coltivare l’onestà intellettuale: è una perdita che “brucia”, ma con cui “è necessario fare i conti”. “Sarà l’ultima volta che guardo indietro” – puntualizza il segretario del Pd – “ma lo dovevo fare qui. Non siamo come Berlusconi che ogni volta che perde dà la colpa a qualcuno, né come il M5S che parla di complotti o accusano qualcuno di aver falsificato le elezioni. Noi quando perdiamo diciamo che abbiamo perso, quando si perde è perché gli italiani scelgono altri. Abbiamo perso la sfida ma la rifarei domani mattina, perché era una battaglia per i nostri figli, non per il premier più forte. Siamo qui ancora più forti di prima, con il sorriso più grande di prima”. Il leader dem, che non risparmia bordate frequenti ai giornalisti, rei di dare un’immagine distorta della Leopolda “con articoli preconfezionati”, cita l’autrice della saga di ‘Harry Potter’, J.K. Rowling: “Non starò qui a dirvi che il fallimento è divertente. E’ impossibile vivere senza fallire in qualche cosa. Ho scoperto che ho una volontà forte e più disciplina di quanto avessi pensato, ho scoperto che avevo amici veramente inestimabili, ce li ho qui, oggi”. E aggiunge: “A sinistra cambiano il nemico ogni hanno; certo, io sono fuori categoria, ma noi non abbiamo nemici, perché noi non viviamo di rancore, non viviamo di complotti. Se accetti la sfida sul terreno del fango, non la vinci la sfida per cambiare il Paese”. Renzi, quindi, elenca i successi del suo governo e, sul futuro vagheggiato, cita una espressione del film di Scott ‘Blade Runner’: “Voglio più vita, padre. Non siamo quelli che rincorrono un collegio o una circoscrizione, ma siamo attenti ai valori culturali e sociali. E’ il motivo per cui Agnese (sua moglie, ndr) non ha mai fatto un’intervista nei 100 giorni di governo, ha fatto un intervento su nostra nipote. E’ affetta dalla sindrome di Down, ma sarà una donna straordinaria. Io sono orgoglioso di essere suo zio e non accetterò mai mai che mia nipote Maria venga considerata una cittadina di serie B. Noi siamo dalla parte della ricerca scientifica” – continua – “non di quella delle barzellette sui vaccini. Non si fanno i referendum sui vaccini, si vaccinano i nostri figli”.

E sottolinea: “La legge sul fine vita la faremo, ma è importante che ci occupiamo anche di come arriviamo al fine vita. La prima proposta che abbiamo già lanciato è il servizio civile obbligatorio per tutte le ragazze e i ragazzi di questo Paese”. Poi ribadisce di aver creato un milione di posti di lavoro: “Non c’è fake news che possa negare questi dati. La vera scommessa ora è avere un altro milione di posti di lavoro. Berlusconi ha perso più di mezzo milione di posti di lavoro tra il 2008 e il 2011. Lo dice l’Istat. C‘è poi un’altra fonte ‘scientifica’, cioè i ‘dati Brunetta’. Io seguo i dati Istat. Quando si parla di lavoro, meno ideologia e più concretezza, perché si parla della vita delle persone, non dei convegni sull’articolo 18. Quanto hanno preso in giro gli 80 euro quelli che hanno un conto in banca a 8-9 zeri o che non hanno problemi ad giungere a fine mese? Non vanno cancellati, vanno estesi, innanzitutto alle famiglie con figli“.

Renzi passa, quindi, in rassegna le differenze che dividono il Pd dal M5S e dal centrodestra: “Noi abbiamo fatto crescere i posti di lavoro, Berlusconi ha fatto crescere, Di Maio fa crescere i follower. Noi abbiamo portato gli 80 euro, Berlusconi propongono la flat tax, con cui lo stesso Berlusconi e un operaio dell’Ilva pagano la stessa aliquota fiscale, e Di Maio propone il ricavo di cittadinanza. Noi abbiamo investito in cultura come neppure uno aveva mai fatto prima, Berlusconi e Tremonti dicevano che con la cultura non si mangia, e Di Maio, che non è quello dei congiuntivi e non va preso sotto gamba, ma è del M5S, cioè di un movimento che quando governa taglia sulla coltura, come nel caso di Torino. Noi” – prosegue – “siamo quelli del garantismo, non facciamo leggi ad personam, né cambiamo il codice etico a seconda che l’indagato abbia la tessera del M5S o no. Noi siamo quelli dell’Europa che pur va cambiata, non quelli della doppia moneta o del referendum sull’euro. Noi siamo quelli della crescita, il centrodestra ci ha portato alla recessione e il M5S teorizza la decrescita. Su questi punti si gioca la campagna elettorale. C’è una diversità ontologica tra noi, il centrodestra e il M5S. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che siamo, dobbiamo smettere di litigare dalla mattina alla sera, dobbiamo farla finita con questo convegno permanente. Non possiamo cambiare l’Italia, se prima non cambiamo l’umore dentro il Pd e questo atteggiamento di costante polemica e rassegnazione”.

Il segretario del Pd tende una mano a nuovi alleati eventuali nella coalizione di centrosinistra, promettendo loro ‘pari dignità‘: “Chi non ci vuole stare, avrà rispetto e non rancore. Noi non abbiamo rancore. C’è qualcuno che ha scritto di una polemica tra Luca (Lotti, ndr) e Maria Elena (Boschi, ndr). Conoscendoli, è impossibile uno scontro tra loro, io sono orgoglioso di averli come compagni di viaggio e nessuna polemicuccia potrà portare via il lavoro di tutti“. Poi il vaticinino sulle elezioni politiche: “Ci sarà un grande testa a testa tra Di Maio e Berlusconi tra chi guiderà il gruppo parlamentare che arriverà secondo e terzo alle prossime elezioni, perché tutti i sondaggi danno il Pd primo gruppo parlamentare della legislatura. E non c’è articolo preconfezionato che tenga”.

E aggiunge: “Ricordiamo anche che siamo in competizione con un partito che è nato da un evento chiamato Vaffa Day. M5S e Lega escono sul web con gli stessi codici nell’advertising, partiti diversi utilizzano le stesse ‘tubature’ della rete. E’ una cosa enorme. Noi non vogliamo chiudere nessun sito, non vogliamo fare leggi, né censure, ma vogliamo che ci sia responsabilità, e vogliamo dire con forza parole di civiltà per le persone che cadono nei tranelli delle fake news. Di Maio” – prosegue – “ha proposto di chiamare l’Ocse. Visto che ha il telefonino in mano, per me può chiamare anche i Caschi Blu e la Croce Rossa. E dia anche un colpo di telefono alla Casaleggio e ai suoi amici che continuano a ripostare quelle schifezze, come la foto fake dei funerali di Riina, visto che alcuni di loro li tagga anche lui. Questo giochino della Lega e del M5S non passa più inosservato, vi abbiamo sgamato, amici dell’opposizione. Ogni 15 giorni il Pd presenterà un rapporto ufficiale di tutte le schifezze che troviamo sulla rete. Non faremo interventi normativi. Noi rispetteremo le regole, ci auguriamo che voi siate capaci di farlo, se vi riesce”