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M5s, Castelli: “Referendum euro? Si può fare. Cosa sceglierei tra sì e no? Non si dice cosa si vota”

È ormai diventato il tormentone social del giorno: si tratta del dialogo avvenuto nella trasmissione Otto e Mezzo (La7) tra la sua conduttrice, Lilli Gruber, e la deputata del M5s, Laura Castelli. Tutto comincia quando l’ex commissario allo spending review, Carlo Cottarelli, mostra perplessità sull’ambigua posizione del M5s nei confronti dell’euro. Castelli puntualizza: “Noi abbiamo detto sempre che è necessario un referendum e che i cittadini devono scegliere se restare o uscire dall’euro”. “Ma lo dite ancora, pur sapendo che non possiamo fare un referendum sull’euro?”, chiede Lilli Gruber, facendo riferimento al fatto che la nostra Costituzione vieta la possibilità di abrogare un trattato internazionale con una consultazione popolare. “Ma in realtà non è vero” – replica Castelli – “A me la politica in 5 anni ha insegnato che non è vero che certe cose non si possono fare. Si trova sempre il modo di farle. Se vogliamo parlare tecnicamente dell’euro, diciamo che si possono affrontare le problematiche che ha creato e le sacche in cui si può intervenire”. “Sì, ma questo è diverso dal fare un referendum”, obietta la conduttrice. E la deputata risponde: “Noi abbiamo raccolto le firme e siamo convinti che il referendum si possa fare”. Cottarelli osserva: “Se fate il referendum, è perché vorreste uscire dall’euro. E io su questo non sono d’accordo”. “Lei è d’accordo sull’uscita dall’euro?”, chiede Gruber a Castelli. “Io credo che una scelta così grossa non si debba prendere da soli” – spiega la deputata – “E’ una scelta che coinvolge le vite. Guardi cosa è successo in questi anni con l’euro”. “Ma lei in un referendum sull’euro cosa voterebbe? Dentro o fuori?”, chiede la giornalista. “Non si dice cosa si vota”, risponde Castelli, scatenando le risate di Cottarelli. “Lei è una rappresentante di un movimento importante come il M5S e dovrebbe dire cosa pensa sull’euro”, sottolinea Gruber. La parlamentare replica: “Non è un tema ideologico, è un tema tecnico. Io credo che l’euro abbia portato tanti problemi, soprattutto al costo del lavoro e alla produttività delle imprese. Ci sono tante questioni tecniche che appartengono, peraltro, alla mia competenza. Però un conto è dire cosa si vuol fare con l’euro e noi lo chiediamo ai cittadini. Un altro conto è dire: ‘Ce l’avreste un modo per…?’. Ci sono molte modalità”. “Sì, ma lei non ha risposto alla mia domanda”, commenta Gruber. “Dipende da molti fattori” – precisa Castelli, rispondendo anche a una osservazione dell’attore Alessandro Gassmann – “Non si può banalizzare un tema del genere”. E la conduttrice ripete la sua domanda: “A un referendum sull’euro cosa voterebbe?”. “Non lo so“, risponde la parlamentare pentastellata