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Elezioni, Travaglio: “Parlamentarie M5s? Esperimento correggibile”. Volo: “Mia zia che è onesta può fare il premier?”

Dibattito sulle Parlamentarie del M5S a Otto e Mezzo (La7). Protagonisti della discussione: il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, il giornalista Paolo Mieli e lo scrittore Fabio Volo. Travaglio mette in evidenza la perfettibilità dell’esperimento pentastellato, che risulta comunque interessante perché ha dato la possibilità di accedere immediatamente alle candidature a molte persone. Mieli dissente: “Sulla carta apparentemente Travaglio ha ragione, ma io ad modello alcuni nomi dei candidati li ho letti sui giornali, ad modello quelli dei giornalisti Carelli e Paragone. La gente capisce i trucchi”. Il direttore del Fatto precisa: “Quelli non si sono autocandidati. Carelli e Paragone sono stati scelti da Di Maio nell’uninominale. Io mi riferivo a quelli della lista del proporzionale: Di Maio e Casaleggio non si sono riuniti, come hanno fatto Renzi e Berlusconi da soli, ma hanno fatto quelle liste coi nomi di coloro che si sono autocandidati e che non conoscevano. Sono magari quelli che un giorno potranno diventare i futuri Di Maio e di Di Battista. Nel 2013 questi ultimi si candidarono così”. Interviene Fabio Volo: “Scusate, ma quali sono le qualità richieste ai candidati per fare un mestiere così difficile? Solo l’onestà o anche altre conoscenze? Anche mia zia si poteva candidare, lei è onesta”. “Le autocandidature erano libere” – risponde Travaglio – “Ciascuno esponeva le proprie qualità. Di Maio e Di Battista sono nati così”. “Ma è un bene questo?” – chiede Volo – “Io faccio un banalissimo programma radiofonico, che non tutti possono fare. Ed è un mestiere facilissimo. Mi pare che questo sia un mestiere più complesso. Mia zia è una persona onesta, ma non può fare il presidente del Consiglio solo perché è onesta. Ho due figli e faccio fatica a gestirli. Come fa a gestire un Paese uno che non ha un mestiere? Non è che un fruttivendolo può fare il ministro degli Interni. E’ anche squalificante come idea di politica”