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Romano vs Santanchè: “M5s? Imbarazzati e incoerenti. Fico versa quota a Casaleggio”. “Il Pd parla di coerenza?”

Polemica a Omnibus (La7) tra la senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, e il deputato Pd, Andrea Romano. Quest’ultimo si dichiara sicuro di un governo Lega-M5s: “C’è una spinta naturale a questo patto, al di là degli imbarazzi molto accentuati di esponenti M5s nei confronti della nomina della Casellati a presidente del Senato. C’è anche il problema dell’incoerenza che è evidente. Lega e M5s condividono l’atteggiamento critico nei confronti dell’Europa e della moneta unica, ma anche l’atteggiamento entusiastico verso Putin“. Poi sottolinea: “Mi auguro che Roberto Fico sia il presidente di tutto il Parlamento, però lui, come tutti gli altri deputati del M5s, è tenuto a versare ogni mese 300 euro a una ditta privata, cioè alla Casaleggio. È una novità nella storia repubblicana, non è mai accaduto che dei parlamentari fossero obbligati a versare una quota a una ditta privata. Fico ha detto anche che difenderà la dignità del Parlamento dall’influenza di forze esterne”. L’ex montiano sottolinea: “Mi aspetto che Fico dica qualche cosa su questo, che è una violazione della dignità di tutti i parlamentari. È come se io fossi obbligato, come parlamentare della Repubblica, a versare 300 euro a una cooperativa rossa legata al mio partito. Sarebbe una roba esplosiva, nucleare”. Romano annuncia che il Pd farà “opposizione seria, coerente e non populista” e ribadisce l’incoerenza del M5S, citando il ricavo di cittadinanza. Insorge Santanchè: “Romano parla di imbarazzo e di incoerenza del M5s, ma vorrei ricordargli che cinque anni fa Bersani ha fatto di tutto e di più per chiedere i voti del M5s. E non essendo riuscito, il Pd ha governato 5 anni coi suoi peggiori nemici, cioè con coloro che erano stati votati con Berlusconi. E gli avete dato incarichi importantissimi, come il ministero degli Esteri e quello della Salute”. E rincara: “Oggi vi sentiamo parlare come vergini di “opposizione”. Intanto non c’è nessun elettore che vota un partito per mandarlo all’opposizione. Avete tutta questa determinazione nell’andare all’opposizione perché vi definite coerenti, ma il vostro vissuto non è coerente, ma è esattamente il contrario”