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M5s, Travaglio: “Accordo con Lega e appoggio da Berlusconi? Elettori 5 Stelle non perdonerebbero mai”

“Accordo di governo tra M5s e Lega con appoggio esterno di Forza Italia? I 5 Stelle pagherebbero caro e salato. Credo che i loro elettori non lo perdonerebbero mai e andrebbero a prendere per strada i parlamentari M5S, che rischierebbero anche l’incolumità fisica”. Sono le parole pronunciate a Otto e Mezzo (La7) dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che aggiunge: “Altra cosa sarebbe se il M5S riuscisse a fare un accordo solo con la Lega, ma per quale motivo la Lega dovrebbe sganciarsi da Forza Italia? Salvini vuole fare il leader di tutto il centrodestra e senza Forza Italia è il leader del terzo partito. L’elettorato M5S è piuttosto nervosetto. Ha perdonato la nomina della Casellati a presidente del Senato, perché con quell’accordo i 5 Stelle sono riusciti a far eleggere Fico alla Camera e hanno impallinato un condannato come Romani” – continua – “L’accordo sulle presidenze delle Camera era giusto perché il centrodestra ha preso più voti del M5S. Non poteva ripetersi quello che è successo nel 2013, quando il Pd, pur avendo pareggiato coi 5 Stelle col 25%, si pappò Camera, Senato, Palazzo Chigi e Quirinale”. E aggiunge: “Gli uomini di Berlusconi hanno tutti votato la mozione per cui Ruby era nipote di Mubarak. E l’hanno votata pure i leghisti e i centristi, come la Lorenzin che adesso sta nel centrosinistra. Quindi, se vai da quella parte, trovi solo sostenitori della tesi secondo cui Ruby era nipote di Mubarak e solo gente che ha votato leggi vergogna. Non è che trovi Ingrao o Pertini”. Poi si sofferma sulla strategia del Pd: “Come fa a decidere di stare all’opposizione quando non sa ancora chi sta al governo? E’ demenziale. In un sistema parlamentare proporzionale uno sceglie di stare all’opposizione dopo che ha capito chi va al governo. Il Pd sostiene che gli elettori lo ha mandato all’opposizione, cosa totalmente falsa, perché chi ha votato Pd voleva mandarlo al governo” – prosegue – “Di Maio domani inizia a incappare i vari leader dei partiti. E’ lì che uno decide di stare all’opposizione o no. Ma il Pd ha deciso di non andarci e di non parlare. E allora si assumi le sue responsabilità. Non è che poi può piangere se si mettono d’accordo gli altri”