M5S News

Governo M5s-Pd? Prima i dem devono richiedere dai grillini delle comunicazioni al Paese

Ho molto apprezzato l’intervista di Luigi Di Maio concessa ad Annalisa Cuzzocrea (formatasi non a caso alla scuola dell’IFG di Urbino) di Repubblica, apparsa oggi sul giornale fondato da Scalfari. Un’interivsta che segna la fine della politica dei due forni (Lega e Pd) da parte di Di Maio.

Mi è particolarmente piaciuta la distensione dei toni. Inclusi alcuni passaggi davvero amorevoli, come quando Di Maio ha difeso Renzi dicendo “Non ho mai posto veti [su Renzi] o parlato di ‘Pd derenzizzato’ come qualcuno ha scritto”. Si è dunque trattato di un’incomprensione, di un fraintendimento, simile a quello che Di Maio ha spiegato a Di Martedì scorso ci sia stato relativamente al ricavo di cittadinanza, inteso da alcuni elettori come “dare soldi a chi non vuole fare niente” o “dalla nascita“, come per altro sostenuto da Beppe Grillo e da Casaleggio in molti video ancora disponibili oggi su YouTube.

Dinanzi a questo capolavoro diplomatico che denota una conversione a 180° delle politiche Cinquestelle, occorre anche secondo me, che pure in passato sono stato fra i fondatori dell’hashtag #senzadime, che il PD risponda con un’apertura basata su delle condizioni chiare per tutti. Per modello, penso che il Pd dovrebbe chiedere che Di Maio, Di Battista e Grillo comunicassero al Paese che:

A quel punto sarà giusto che Pd e M5S si mettano intorno a un tavolo con pari dignità, per vedere se ci sono le condizioni per un accordo di programma di legislatura. E alla fine quell’accordo dovrà passare in ogni caso per un referendum fra gli iscritti del Pd, visto che sarebbe il rovesciamento di quanto detto durante la campagna elettorale. Meglio ancora se il Pd si fosse anche dato un segretario in un vero convegno, nel frattempo, perché la questione dell’allearsi con i propri ex avversari per fare un governo, non è cosuccia da poco.