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Governo, Romano (Pd) e De Girolamo (FI) a Buffagni (M5s): “Che lavoro fa? Redige contratto governo?”. Replica: “Io in Parlamento, voi nei salotti tv”

“Ritardo nell’accordo M5s-Lega? Il programma è la cosa principale e sui temi ci sono ancora altri punti da rivedere. E’ meglio avere patti chiari e amicizia lunga piuttosto che andare a fare a tutti i costi un governo che non riesce a fare il cambiamento promesso ai cittadini”. Così, nel corso della trasmissione Tagadà (La7), il deputato del M5S, Stefano Buffagni, risponde all’inviata Francesca Martelli a proposito dello stallo nell’accordo tra i 5 Stelle e la Lega. E aggiunge: “Il tema dell’immigrazione? Il punto è come risolverla, perché un conto è raccontare le favole, un altro è intervenire in maniera realistica. E’ finita la campagna elettorale e ora la gente si aspetta da noi cose concrete”.

Dopo alcuni minuti il parlamentare pentastellato chiede di andare e aggiunge: “Ci pagano per lavorare”. E insorgono Nunzia De Girolamo di Forza Italia e il deputato Pd, Andrea Romano. La prima commenta: “Lavorare?”. “Quale lavoro?”, si accoda, ridendo, Romano. “Scusi, che lavoro fa? Redige il contratto di governo?” rincara De Girolamo: “Il Parlamento non sta lavorando. Sarà molto bravo con la punteggiatura“. Buffagni, a fine collegamento, risponde: “Io sono anche in commissione speciale (per l’esame di atti del governo, ndr) che sta lavorando, cioè faccio parte di quella piccola parte di Parlamento che lavora. Quindi, è inservibile fare battute fuori luogo”. Poi su Facebook replica: “A differenza di Nunzia De Girolamo, che di professione pare sia donna da salotto tv, stiamo cercando di dare un governo serio a questo paese e lavoriamo in Commissione Speciale alla Camera per studiare i provvedimenti che saranno discussi dal Parlamento, in particolare il def. Alla De Girolamo sembrerà strano, ma per noi fare politica è serietà e impegno, far funzionare le istituzioni ed evitare la paralisi. Lo dobbiamo ai cittadini che ci hanno votato: se ne faccia una ragione seduta sul divano degli studi televisivi”.