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Pizzarotti: “M5S? Chissà cosa avrebbe detto Gianroberto Casaleggio dell’alleanza con la Lega”. Stoccate a Di Battista

M5s? Sarei stato curioso di vedere l’approccio di Gianroberto Casaleggio riguardo all’alleanza con la Lega”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. L’ex M5s spiega: “Credo che, pur di andare al potere a ogni costo, Di Maio avrebbe fatto un accordo anche col Pd, se il Pd fosse riuscito a mettersi d’accordo con se stesso. Ormai nel M5s va bene tutto e il contrario di tutto. I paradossi, per chi vuole vederli, sono eclatanti. Il problema è che c’è tanta gente che non vuole vederli. La battuta che circola sui social, “E allora il Pd?”, è assolutamente vera. Cito, ad modello, l’ultima nomina di Dino Giarrusso, contro il quale non ho nulla, anzi l’ho incontrato l’altra sera a Roma ed è stato molto gentile” – continua – “Il mio commento non è su di lui in quanto persona, ma sull’atteggiamento dei 5 Stelle. Per anni si sono detti contrari alle nomine fiduciarie, che invece per me sono una cosa assolutamente lecita e che andrebbero spiegate nella loro accezione. Poi arrivi lì ed evidentemente devi farle, specie in contesti come i ministeri e i Comuni, dove ti servono persone di fiducia che svolgano un’azione non necessariamente tecnica, ma politica. E invece hanno voluto vendere la nomina di Giarrusso come una nomina tecnica, quando invece è una nomina politica, perché alla fine è assistente di un viceministro. Comunque, i 5 Stelle che c’erano prima non ci sono più”.

Scudisciate anche ad Alessandro Di Battista: “È ancora più fuori dal mondo rispetto a Di Maio, non si rende neanche conto di quello c he dice. Io vorrei vederlo amministrare un condominio per vedere se poi fa le sue solite sparate. E’ un’altra mossa costruita a tavolino: Di Maio è quello elegante, rassicurante, con la cravatta, che parla anche agli imprenditori, a quella classe più di centrodestra, che ha bisogno di questo stile un po’ berlusconiano col ciuffo sempre laccato. Di Battista, invece, è quello che arriva in scooter con la pioggia, che arringa la folla, che non va nei teatri ma solo nelle piazze, che poi va in Guatemala con la moglie e il figlio in fasce”. E rincara: “Non è un caso che Di Battista sia tornato. La base avrà notato che il M5s fino a ieri dava dei delinquenti che rubavano i soldi a quelli della Lega e ora non dice niente. E quindi, è arrivato Di Battisa. Dal Guatemala si può permettere di dire quello che Di Maio non può dire. Ma anche qui c’è una incomprensibile non lettura di tanti fan e attivisti, che dicono ‘bravo’ a Di Battista perché ha ne ha dette contro la Lega. Il paradosso” – continua – “è che chi è al governo fa l’opposizione contemporaneamente. Anche Salvini, da ministro dell’intimo, continua a scrivere su Facebook: è scandaloso che accadano certe cose e tutti gli dicono: ‘Bravo, è uno schifo’. Ma come? Da ministro, dovrebbe rimetterle a posto lui le cose”.

Pizzarotti si pronuncia anche sul decreto periferie e non risparmia staffilate al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “Abbiamo avuto un convegno col premier Conte, disponibile ad incontrarci, mentre i ministeri non ci hanno neanche risposto dopo mesi di richieste. Qui viene a mancare la collaborazione istituzionale, indipendentemente dal colore politico. E’ proprio un tipo di approccio, non vorrei citare il “Marchese del Grillo”: io so io e voi…”.