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Ostia, dal M5S a CasaPound: il clan Spada cambia cavallo

CasaPound continua a marciare su Ostia. A pochi giorni dal voto nel X Municipio di Roma – dopo due anni di commissariamento per mafia –, il partito di estrema destra continua la propria campagna elettorale sul litorale romano. “Siamo già al 10 per cento”, ha affermato il candidato Luca Marsella. E anche oggi saranno in piazza: “Saremo a Nuova Ostia per una manifestazione che abbiamo organizzato insieme ai residenti contro gli sfratti e l’abbandono al degrado del quartiere popolare”.

In una piazza elettorale dove mancano anche i sindacati per la casa, CasaPound vuole “restituire” gli alloggi agli sfrattati. Che lo faccia con la forza poco importa.

Ma ora hanno appoggi importanti, come quello di Roberto Spada che secondo il senatore Stefano Esposito è l’appoggio di un’intera famiglia: “Non poteva mancare l’appello al voto della famiglia Spada”, ha twittato Esposito. Roberto Spada (che non risulta indagato in alcuna inchiesta) è fratello del più noto Carmine, detto “Romoletto”, condannato in primo grado a dieci anni per estorsione con l’aggravante mafiosa. Qualche giorno fa Roberto su Facebook ha espresso le proprie preferenze politiche, come ha anticipato Repubblica.it: “Il 5 novembre si avvicina… – scrive Roberto Spada – E sento dai cittadini quasi tutti la stessa cantilena ‘qua sto periodo se vedono tutti sti politici a raccontarci barzellette, mai visti prima, e dopo le votazioni risparirranno (con due erre, ndr) a guardarsi i cazzi propri… gli unici sempre presenti sempre esclusivamente CasaPound’… e questa la realtà ho molti errano? Cosa hanno fatto le altre forze politiche in questi due anni?”.

Roberto Spada, anche se il voto è segreto, preferisce comunicarlo su Facebook ai più. Lo ha fatto anche in passato quando, prima pensava di candidarsi come presidente del X Municipio, poi dichiarò di votare per il M5s, “l’unico – diceva – che ha dimostrato finora di essere un partito pulito”.

E infatti Virginia Raggi – che sarà eletta di lì a poco sindaco – interpellata sulla candidatura prese le distanze: “Non mi risulta. – diceva a Radio Cusano Campus –. (…) E poi i requisiti per essere candidati sono ben precisi. Non credo lui possa ambire a candidarsi con il M5s”. Meno distanti gli esponenti di Casapound che hanno parlato di “attacchi ad orologeria”. In una nota il candidato a Ostia, Marsella, ha detto: “Non saranno certo le menzogne del senatore Esposito sostenute anche dai grillini a farci perdere voti”. Chi conosce alcune vicende passate di Roberto Spada è l’ex assessore alla legalità di Roma con delega sul litorale, Alfonso Sabella. Fu lui, racconta al Fatto, a mettere i sigilli a una palestra “intestata alla moglie di Roberto Spada, ma gestita anche da lui, e che si trovava in un immobile del comune. Era occupato abusivamente”.

Per Sabella “sequestrare quella palestra è tra le prime cose che ho fatto ad Ostia. Poi è successa una cosa sconcertante: dopo aver messo i sigilli, le attrezzature degli Spada sono rimaste dentro. I funzionari del patrimonio del Comune di Roma quindi hanno consegnato le chiavi ai gestori della palestra, i quali una volta dentro hanno ripreso l’attività. Invece avrebbero dovuto liberare l’immobile entro 30 giorni. Sono stato costretto a far disporre un nuovo ordine di sequestro, notizia immediatamente finita su Twitter: quando sono arrivato ho trovato la palestra piena di bambini. Ci sono voluti due giorni per convincerli ad uscire”.

Proprio su una futura visita ad Ostia Antica, il senatore di FI Francesco Giro attacca il ministro Dario Franceschini: “Pare voglia venire frettolosamente a Ostia Antica preoccupato delle prossime elezioni. Sarebbe grave se dopo il suo disinteresse, il ministro trasformasse il sito archeologico nella sua passerella elettorale”.