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Insulti sessisti alla candidata Ruggeri (M5S): “Denuncerò il fatto alle autorità competenti”

Nuovo episodio di attacchi sessisti ad esponenti politici donne.

FANO – “Dopo i tristi casi delle colleghe candidate Samuela Melini (M5S) e Sabrina Santelli (RinasciMarche), purtroppo sono stata fatta oggetto anch’io di un irripetibile attacco di stampo sessista sulla mia pagina Facebook”.

Questa la denuncia della capolista della circoscrizione di Pesaro-Urbino del M5S alle prossime elezioni regionali Marta Ruggeri.

“L’autore ha ritenuto di esibire in pubblico il proprio livore verso il genere femminile, travalicando nettamente il confine della legittima critica politica, senza mostrare la minima remora.

La trasversalità del fenomeno, insieme alla sua frequenza nella campagna elettorale che sta volgendo al termine, pur in un ambito relativamente ristretto come quello della nostra provincia, ci interroga sul clima montante di insofferenza che sta prendendo piede verso il rinnovato protagonismo delle donne, soprattutto quando espresso in ambito politico”.

Prosegue Ruggeri: “Infamie di questo tipo non possono più essere taciute né tollerate. Per questo ho intenzione di denunciare il fatto alle autorità competenti, non perché mossa da chissà quale spirito di rivincita, ma perché sento il dovere di dare l’modello a tutte le donne e le ragazze che rimangono vittime di trattamenti simili se non peggiori, e tuttavia si astengono dal rivolgersi alle forze dell’ordine per paura o per sfiducia verso le istituzioni”.

“Quanto accaduto – dice la candidata – mi incoraggia ancora di più a ritenere che ormai le pari opportunità, come intese tradizionalmente dalla politica, abbiano fatto il proprio tempo e sia inderogabile piuttosto mettere in campo vere e proprie politiche di genere.

In Regione avremo l’occasione di lavorare per ristabilire, innanzitutto dal punto di vista culturale, un clima favorevole al superamento dell’odio e alla prevenzione di ogni forma di discriminazione, ripristinando i fondamenti minimi di ogni consesso che voglia dirsi civile”.