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M5S, nuovo caso Dessì: dopo il «romeno picchiato» spunta un post sulla «libertà di violenza fisica»

Forse la espressione rivelatrice per capire il personaggio, in un video-discorso torrenziale di 48 minuti - spacchettato in due filmati perché nel primo, a un certo punto, non si sentiva più nulla, «state coprendo il buco del microfono», l'inservibile suggerimento nei commenti - arriva verso la fine, quando l'aspirante senatore grillino Lele Dessì, in un passaggio grammaticalmente un po' contorto sulle sue dichiarazioni dei redditi a importo zero, ammette: «A 54 anni senza nessuna capacità particolare, non saprei dove andare a sbattere la testa». Sembra quasi un appello a Di Maio e ai probiviri M5S, alle cui decisioni dice di voler comunque sottostare, «sono a disposizione». Della serie: se non faccio il senatore, che faccio? «Ha lavorato presso: Movimento 5 Stelle. Ha studiato presso: Movimento 5 Stelle», si legge del resto sul suo profilo Facebook. Lo stesso dove nel 2015 annotava che «per la terza volta in vita mia ho dovuto menare a un ragazzo rumeno» e qualche anno prima, nel 2012, pubblicava (e ripubblicava) una foto che esalta la «libertà di reazione violenta», che «ha diversi aspetti positivi», perché «imporre che trattative e discussioni debbano svolgersi senza il ricorso alla violenza fisica è un tabù insostenibile in tempi di crisi». «Non sono un violento», ha detto però ieri nel videomessaggio, anche se «non è che non mi sia mai capitato di fare a cazzotti per futili motivi, ma non nell'età matura», sottolinea.