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M5S, Di Maio: «Se vinciamo noi politiche per la natalità»

Bonus bebè? No, sgravi fiscali. Il candidato premier del M5S a pochi giorni dalle elezioni siciliane punta al tema della famiglia.

«L'Italia merita un sistema fiscale e di welfare come quello francese. Il nostro modello è Parigi, altro che i bonus e le mancette renziane che scompaiono quando hanno esaurito la loro funzione elettorale. La vulgata dei salotti buoni banalizza il nostro ricavo di cittadinanza. Non dicono, però, che con questa misura in una famiglia in difficoltà con due figli di 14 anni entrano 1.950 euro al mese». Luigi Di Maio - su Avvenire - illustra così le idee M5S per il sostegno alla famiglia: «siccome sappiamo che è pure il ceto medio a soffrire, il nostro programma prevede specifiche politiche di sostegno con sgravi fiscali per chi ha più di un figlio». E afferma: «Rispetto alle coalizioni fantasma che ancora non hanno un contenuto da offrire al Paese, noi possiamo dire con forza che la famiglia e la natalità sono il filo rosso che unisce le nostre idee su fisco, scuola, sanità, lavoro».

Con quali soldi fare tutte queste cose? «Non c'è scampo: dobbiamo fare deficit e sforare la regola del 3 per cento», risponde. Quindi aggiunge: «da premier non voglio più ricevere condizioni o fare trattative sullo 'zerovirgolà». Quindi si rivolge a chi accusa il Movimento di avvelenare il clima politico: «A chi come Renzi ci accusa di aver portato odio nella politica nazionale, ricordo che i sentimenti di rabbia e odio nascono dal disagio, dalla povertà, dall'emarginazione, problemi che lui avrebbe dovuto risolvere e a cui invece non ha saputo dare una risposta. M5S invece questa rabbia l'ha intercettata e l'ha incanalata in forme di partecipazione democratica, e ha impedito che degenerassero».