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M5S, boom di spese per il gruppo 52 mila euro per un convegno di De Masi

Un disavanzo di gestione pari a 484.564 euro, che porta il patrimonio netto totale a 2 milioni e 173mila euro, a fronte dei 2 milioni e 658mila dell'esercizio precedente. È quanto emerge dal bilancio 2016 del gruppo Camera M5S, firmato dalla deputata-tesoriera Laura Castelli. A pesare sulle casse del Movimento 5 Stelle sono soprattutto le spese per le ricerche e i servizi per la comunicazione, che, come si legge nella relazione al rendiconto chiuso lo scorso 31 dicembre, hanno subito un incremento del 375%, passando dai 109mila euro del 2015 ai 522mila del 2016.  

Tra le spese più significative - recita il documento - «assume particolare rilievo il costo sostenuto per l'attività di studio e ricerca commissionata al Prof. Domenico De Masi, inerente l'evoluzione sul lavoro post industriale tra il 2016 e il 2025» i cui risultati sono stati presentati in occasione del convegno «Lavoro 2025», che si è svolto alla Camera a gennaio: una ricerca per la quale i 5 Stelle hanno sborsato 52.655 euro.  Nel dettaglio, i soldi investiti nella comunicazione sono passati dai quasi 72mila euro del 2015 ai circa 435mila euro del 2016. Per quanto riguarda le consulenze esterne di supporto all'ufficio comunicazione «si è scelto di aumentare lo stanziamento ad esse destinato, incrementandolo del 22% rispetto all'esercizio precedente». In modo particolare è stato «consolidato e ampliato» il progetto affidato alla società Web Side Story, che si occupa della comunicazione esterna del gruppo attraverso i social network.

Ingenti anche i fondi destinati alla campagna per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre: circa 354mila euro. Una spesa che l'M5S motiva così: «Il 60% degli italiani - si legge sempre nella relazione - nonostante una campagna mediatica fortemente sbilanciata in favore delle posizioni governative, ha compreso fino in fondo i rischi e le conseguenze cui sarebbe stata esposta la nostra democrazia e la nostra Costituzione in caso di conferma da parte del popolo italiano».  Il risultato ottenuto con la vittoria del No alla consultazione referendaria «senza dubbio, lo si deve ricondurre anche e soprattutto alle cospicue forze e all'impegno messi in campo dai deputati cittadini del Movimento 5 Stelle, che non si sono affatto risparmiati», aggiunge la tesoriera Castelli.