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M5S, programma giustizia: più intercettazioni anticorruzione e denaro a chi denuncia

Allargare la tipologia di reati per cui è possibile intercettare, in particolare per tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Premi anche in denaro per il "whistleblower", ovvero per chi segnale dal di dentro fenomeni corruttivi. E vietare il ritorno alla funzione giudicante per i magistrati che fanno politica. Sono alcune delle proposte del programma giustizia su cui i 5Stelle saranno chiamati a votare sul blog.

"Ogni anno in Italia si prescrivono oltre centomila processi, nel 2014 siamo arrivati ad oltre 130mila", si legge sul blog. "Questo significa che milioni e milioni di euro pubblici saranno spesi per insegnare processi, per fare indagini che non porteranno mai a nessuna condanna. Questo è un grosso problema, oltretutto attualmente in Italia la fase di appello è la fase processuale dove maggiormente vanno ad influire le prescrizioni. Un modello potrebbe essere una persona condannata in primo grado il cui processo viene estinto in appello per prescrizione. Cosa proponiamo come Movimento 5 Stelle per ovviare a questo annoso problema della giustizia penale in Italia. Proponiamo o di sospendere la prescrizione dal momento in cui inizia il processo, ovvero da quando l'indagato diventa imputato. Oppure la scelta è di sospendere la prescrizione al momento della sentenza di primo grado, sia essa di condanna, sia essa di liberazione. 

La separazione dei poteri è alla base di ogni democrazia moderna. Per questo, è fondamentale che il confine che separa la politica e la magistratura sia netto e perfettamente delineato. Un magistrato è certamente libero di dedicarsi alla politica e di essere eletto all'intimo delle istituzioni ma, dopo la parentesi politica, può tornare alla magistratura giudicante o requirente? Il MoVimento 5 Stelle vi chiede se il magistrato che si è dedicato alla politica, ed è stato eletto nelle istituzioni, non possa più tornare alla magistratura giudicante o requirente oppure se ciò possa essere possibile soltanto dopo un congruo termine di 5 anni.

Spesso ci si lamenta della mancanza della certezza della pena, ovvero di una soluzione adeguata che venga realmente scontata da chi ha commesso un reato. Il quesito che vi sottoponiamo vuole potenziare e allargare il lavoro di pubblica utilità per risarcire in modo concreto la collettività e non gravare sulle casse dello Stato

Le intercettazioni, che tutti i Governi di destra e di sinistra hanno combattuto sino ad oggi, sono un fondamentale strumento d’indagine e di ricerca della prova, soprattutto per reati difficili da scoprire come quelli di corruzione. Il loro utilizzo è disposto mediante precise garanzie costituzionali. Il quesito che vi sottoporremo riguarda sia la possibilità di regolare e ampliare l’utilizzo delle video riprese come strumento investigativo, sia la possibilità di ampliare l'utilizzo delle intercettazioni estendendolo anche ad altri reati, ed in particolare a tutti i reati commessi contro la Pubblica Amministrazione e, dunque, ai danni di tutta la collettività.

Il whistleblowing è uno strumento fondamentale per la lotta alla corruzione: tutela chi segnala i reati e punisce chi abusa del proprio potere per sconfortare ingiustamente i lavoratori più onesti e coraggiosi. Vogliamo che questa tutela sia più efficace nel pubblico e nel privato. Ma quanto costa denunciare, e quali sono i vantaggi per chi denuncia. Le spese legali e sanitarie per i whistleblower sono tante, e non c'è nessun incentivo a segnalare. Valutiamo l'importanza di premiare il whistleblower con un vero e proprio premio economico o con un fondo a sostegno delle spese sostenute dopo la denuncia e a causa della segnalazione. Con l'obiettivo di promuovere la buona prassi di denunciare gli illeciti e combattere la corruzione.

Il nostro ordinamento prevede che, se a proporre Appello è solo l'imputato, il giudice di secondo grado non può condannarlo ad una pena più alta ma può solo abbassarla o lasciarla uguale. Il quesito su cui siete chiamati a rispondere vi chiede se è giusto riformare questa norma, nel senso che anche nel caso in cui a proporre appello sia il solo imputato, questi possa incorrere potenzialmente in una condanna più pesante rispetto a quella ricevuta in primo grado. L'invito è a riflettere sulla valutazione di costi/benefici e garanzie in quanto oggi, a fronte di un sacrosanto diritto a impugnare una sentenza che si ritiene ingiusta, una parte considerevole degli appelli sono fatti in modo strumentale per cercare di ottenere una pronuncia più favorevole o la prescrizione senza rischiare, nel concreto, assolutamente nulla, con conseguente ingolfamento delle Corti di Appello e aggravio in termini di economia processuale.

Ad oggi, grazie alla lungimirante intuizione e geniale visione di Giovanni Falcone, esistono le Direzioni Distrettuali Antimafia con procuratori, cioè organi requirenti, specializzati in ogni sede di Corte d'appello, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo con unica sede a Roma. Il MoVimento 5 Stelle chiede se siete d'accordo nel prevedere che tutti i processi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso si celebrino presso le sedi delle Corti d'Appello, formate da Giudici specializzati e muniti di idonee strutture. Prevedere dunque che oltre ai PM, chi è chiamato a giudicare, abbia la stessa specifica competenza e formazione di coloro, come i magistrati requirenti, che compiono indagini di contrasto alle mafie".