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M5S, immigrazione e maldipancia: arrivano i consigli di Di Pietro e Giannuli

La svolta nazionalista del M5S  continua a creare disagio e imbarazzi in casa Cinque Stelle dove c'è chi chiede a gran voce che si apra la piattaforma Rousseau per far votare gli iscritti sullo ius soli. Lo dice il deputato campano Luigi Gallo che si fa portavoce di un'anima pentastellata più inclusiva e aperta sui diritti dei migranti (una volta si sarebbe detto di sinistra). Sul suo profilo facebook sta raccogliendo le opinioni degli utenti senza mai entrare nel merito ma esprimendosi a favore di una consultazione più ampia e collettiva.

Ecco cosa scrive Gallo: «Il M5S nasce per esercitare la democrazia diretta. I cittadini decidono. Il M5S si è dotato di una piattaforma digitale che si chiamo Rousseau finanziata dalle nostre donazioni. Tutti i cittadini possono iscriversi per votare, scrivere leggi, promuovere iniziative territoriali ed aggregare altri cittadini. Per ora siamo in 140mila iscritti della piattaforma. Il M5S non ha mai discusso con tutti gli iscritti e mai inserito nel programma alcun indirizzo sul tema della cittadinanza per i cittadini stranieri. Ora abbiamo l'occasione di farlo. Mentre il PD, la sinistra, Forza Italia e la Lega non fanno altro che strumentalizzare ogni tema che riguarda il nostro paese, mentre si prendono a botte in parlamento e si insultano, i cittadini mostreranno maturità e su questa legge entreranno nel merito per valutarla punto per punto. Ne sono sicuro. I cittadini italiani sono meglio di questi partiti ottocenteschi». 

Un aiuto indiretto a Gallo e ai parlamentari ortodossi arriva dal capogruppo Roberto Fico, consapevole che questa sterzata molto vicina alle posizioni della Lega, rischia di sfilacciare il rapporto con attivisti ed elettorato di sinistra. Fico ha ribadito che comunque non sono stati presentati emendamenti al Senato alla legge del Pd sullo ius soli. Un modo per dire che si vuole che la legge vada avanti e che non ci sarà otturazione da parte del M5S.  

Su questa posizione pro ius soli si sono espresse anche due vecchie conoscenze del M5S: Antonio Di Pietro e Aldo Giannuli. Il primo dice: «Mi pare che la loro presa di posizione arrivi dalla pancia. Come quando, finito di mangiare, ti scappa un rutto. Su certe cose non deve ragionare d'istinto. Sullo ius soli non la penso come loro. Si sta creando un problema, la non voglia di riflettere, il seguire l'onda di chi la spara più grossa». E conclude categorico con un pensiero ai minori: «Chi nasce da qualche parte i piedi li deve mettere». 

Giannuli invece invita alla calma ma dal suo sito fa capire che sullo ius soli e sulla sicurezza non si devono inseguire correnti destrorse perché il Movimento, scrive, «ha una consistentissima fetta di elettori di sinistra che potrebbero non gustare, mentre a destra è difficile che ci siano particolari sfondamenti perché, su questi temi, la Lega è più credibile». Non solo, sul tema immigrazione, il dente più dolorante lo definisce Giannuli, lo storico spiazza la platea pentastellata dicendo che tutto sommato «Minniti sta facendo bene con la sua politica del Daspo per migranti e rom (che, peraltro, spesso sono cittadini italiani)». E con una provocazione domanda ai parlamentari M5S:  «Ve la sentite di farvi seguaci di Minniti?»