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M5S, Da Bonafede a Buffagni: tutti gli uomini di Di Maio

Fatto il candidato premier, ora per i grillini è tempo di formare la squadra dei ministri, che sarà scelta da Luigi Di Maio, incoronato a Italia 5 Stelle come frontman alle politiche e nuovo capo politico dopo il passo indietro di Beppe Grillo. Il vicepresidente della Camera da tempo ripete che un eventuale esecutivo targato M5S sarà un mix di competenze tecniche e sensibilità politica.  Alcuni dicasteri chiave (come ad modello l'economia) potrebbero essere affidati a personalità con alle spalle una lunga formazione costruita in quei determinati settori, ma non è escluso che l'attuale truppa parlamentare possa offrire una rosa di nomi spendibili per l'equipe di governo.

I vertici del Movimento hanno negato categoricamente l'ipotesi di un ritorno al direttorio - il comitato operativo nato nel 2016 su impulso di Grillo e sciolto dopo appena due anni di vita - preposto ad affiancare l'operato del candidato premier.  «Il leader è Di Maio, non si torna indietro», fanno sapere dai piani alti. Ma è innegabile che già da tempo il neo capo politico del Movimento di fatto conti su una 'squadra ombrà di fedelissimi, parlamentari e non, che lo sostengono. Dietro le quinte Vincenzo Spadafora, ex garante per l'infanzia, tesse la tela delle relazioni istituzionali di Di Maio. Senza contare poi lo staff comunicazione che va dai capi Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi alla 'coach tv' Silvia Virgulti, fidanzata di Di Maio.

I deputati Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro - siciliano residente a Firenze il primo, veneto-trentino il secondo - sono invece gli uomini scelti da Beppe Grillo e Davide Casaleggio per affiancare il lavoro della sindaca Virginia Raggi in Campidoglio. Vicinissimo a Di Maio e dato in forte ascesa, per Bonafede da tempo si parla di un futuro come ministro della Giustizia di un eventuale esecutivo pentastellato. Fraccaro, molto legato a Casaleggio, ha recentemente fatto gli onori di casa quando una delegazione giapponese guidata dall'ex ministro dell'Agricoltura nipponico Masahiko Yamada è venuta a Montecitorio per conoscere da vicino i 5 Stelle.  L'inner circle di Di Maio conta poi, tra gli altri, parlamentari come Giorgio Sorial (che cura i rapporti con le piccole e medie imprese), l'uomo delle riforme Danilo Toninelli, Mattia Fantinati (che mesi fa ha accompagnato il leader M5S in un viaggio a Harvard), Vito Crimi e Simone Valente.  Fanno parte del cerchio magico anche i componenti dell'Associazione Rousseau Max Bugani e David Borrelli, rispettivamente portavoce a Bologna e al Parlamento europeo, nonché demiurghi dell'ultima edizione della festa Italia 5 Stelle. Molto ascoltato il consigliere regionale lombardo Stefano Buffagni, un outsider degli ultimi tempi. C'è chi le chiama 'neo-pragmatiche' e chi 'neo-dimaiane', resta il fatto che Giulia Sarti e Laura Castelli negli ultimi tempi si sono avvicinate non poco al nuovo capo politico.

Infine, Alessandro Di Battista. Complice la paternità - il deputato romano è da poco diventato padre di Andrea - Di Battista ultimamente appare estraneo alle dinamiche del Movimento, al punto che c'è chi parla di una sua possibile non candidatura alle prossime politiche. Di Maio può però contare sulla stima e sul sostegno del battitore libero, come Di Battista ama definirsi.  «Io ho fiducia in Luigi - ha detto il parlamentare in un videomessaggio trasmesso dal palco della kermesse di Rimini - anche lui si è caricato con un'abnegazione quasi commovente il Movimento sulle sue spalle. E va sostenuto, oggi come mai».