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M5S tronca asse con Mdp: «No ai vecchi partiti»

Troncare qualsiasi ipotesi di convergenza, asse parlamentare o anche solo dialogo con gli altri partiti: il M5S, all'indomani del voto siciliano, si ritrova con «l'incubo» alleanze e con la necessità di ribadire, quasi ossessivamente, che la sua corsa alle Politiche sarà rigorosamente in solitaria. Oggi è il possibile asse in commissione Lavoro sul ddl anti-Jobs Act di Mdp-SI a cadere di fronte al fermo «no» del Movimento ai «vecchi partiti». In un post sul blog di Beppe Grillo, infatti, il M5S attacca duramente il provvedimento: «i compagni della sinistra fanno propaganda sulla pelle di chi lavora». Per i Cinque Stelle, infatti, il ripristino dell'art.18 secondo i vecchi criteri, con la previsione di un indennizzo per le aziende sotto i 15 dipendenti, che sono la maggioranza in Italia.

Quelle stesse per le quali la sinistra propone invece il ritorno all'art.18. «Il M5S è un utile idiota del sistema e usa le stesse motivazioni di Berlusconi», attacca Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. E Francesco Laforgia, capogruppo di Mdp, incalza: «così il M5S dimostra di essere solo una declinazione della destra». Eppure, al di là del merito, il «no» del Movimento ha un tono tutto politico. Non a caso, quasi contemporaneamente, sul blog si ribadisce il rifiuto «al soccorso rosso e alla Lega», entrambi, si sottolinea, «frangette del Sistema». Un rifiuto che il M5S motiva così: «da qualche giorno siamo perseguitati da due stalker, Mdp e Lega». Nel Movimento, insomma, c'era bisogno di chiarire sia in chiave interna sia per rassicurare gli iscritti «sulla purezza» di una forza che, tuttavia, al ballottaggio ad Ostia potrebbe vincere anche con i voti della sinistra. E che, nello schema del Rosatellum, potrebbe finire per attirare io voti di chi, ad modello, teme la vittoria del centrodestra.

E un richiamo alla purezza arriva anche da Roberto Fico. «Non ci sarà nessuna deroga al divieto di superare i due mandati per i parlamentari di M5S», sottolinea il punto di riferimento dell'ala ortodossa quasi avvertendo chi, sotterraneamente, nel Movimento si comincia a porre il problema in vista delle Politiche. Anche perché di semi-deroghe alla regola dei due mandati (ammettendole, ad modello, per chi passa da un ambito locale al Parlamento), diversi rumors erano circolati nelle settimane scorse. Ma dai vertici, più volte, erano giunte secche smentite. Anche perché una deroga del genere aprirebbe una nuova faglia negli equilibri interni al M5S.