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M5S, via Vespa e Fazio durante la campagna elettorale

«Eliminare i programmi di infotainment dalla campagna elettorale oppure ricondurre tutti i programmi sotto testata a condizione che il conduttore abbia un contratto da giornalista»: sono le due soluzioni, che escluderebbero Bruno Vespa e Fabio Fazio, individuate dal M5S e annunciate dalla relatrice di minoranza al regolamento sulla par condicio, Mirella Liuzzi, in commissione di Vigilanza Rai. Liuzzi ha ricordato che del tema si è parlato a dicembre, in occasione del parere sul contratto di servizio, e ha chiesto che gli altri partiti si esprimano. Vespa e Fazio hanno scelto di avere un contratto da artisti, e non da giornalisti, per evitare di dover sottostare al tetto ai compensi fissato a 240mila euro.

«A dicembre abbiamo parlato di questi casi e abbiamo detto che ce ne saremmo occupati durante questa delibera», ha sottolineato Liuzzi chiedendo che la loro indicazione venga inserita nel testo del regolamento, elaborato con il relatore di maggioranza Francesco Verducci del Pd. «Occorre capire se è corretto che chi ha fatto la scelta di superare il tetto con un contratto da artista abbia un ruolo in campagna elettorale», ha aggiunto Liuzzi.

Il tema della presenza di Fazio e Vespa in campagna elettorale «non riguarda la parte della normativa di cui ci stiamo occupando: dovremmo inserire nel regolamento quali programmi vanno ricondotti a testata, ma questo deve farlo l'azienda e non la commissione di Vigilanza Rai», ha repllicato il capogruppo Pd nella bicamerale, Vinicio Peluffo, che ha risposto negativamente alla proposta M5S di escludere i due anchormen dalla campagna elettorale. La stessa posizione è stata espressa dai dem Salvatore Margiotta e Francesco Verducci (relatore del provvedimento).

«Si è voluto fare una forzatura, raccogliere delle interpretazioni sulla legge del tetto degli stipendi, per cui alcuni giornalisti-artisti, in quanto artisti, hanno deciso di non applicare il tetto. Adesso il nodo sta venendo al pettine - ha affermato Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della Commissione vigilanza Rai -. Ora che è iniziata la campagna elettorale vogliono tornare ad essere nuovamente giornalisti. Io, che sono un fautore del tetto, sono in grande difficoltà perché la Rai non ha predisposto spazi alternativi ai programmi di Fazio e Vespa. E’ una pessima gestione della Rai di un voto in Commissione che si sapeva che sarebbe arrivato. Questa legge sul tetto l’hanno elusa per 5 anni, in questi ultimi due mesi mi pare una cosa secondaria. Non ci siamo riusciti prima ad applicarla a tutti, non credo ci riusciremo adesso. Se non Fazio e Vespa non andranno in onda in campagna elettorale, la Rai ci deve garantire altre trasmissioni con lo stesso appeal per poter comunicare agli italiani le proposte dei partiti. Oppure dobbiamo continuare come negli ultimi 5 anni ad andare da Mentana e dalla Gruber?».

«M5S porta avanti da tempo questa polemica sui compensi, ma non credo che abbia intenzione di censurare neppure uno», ha commentato Michele Santoro rispondendo, nel corso della presentazione del nuovo programma M, a una domanda sulla volontà del Movimento 5 Stelle di escludere dalla contesa elettorale Porta a Porta e Che tempo che fa. Il conduttore ha aggiunto che «in campagna elettorale la cosa principale per la gente è essere informati» e che in questo caso di tratta di «trasmissioni storiche e tradizionali».